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Le isole Curili, contese tra Giappone e Russia
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Le isole Curili, contese tra Giappone e Russia

Da Shimoda a Iturup: la disputa territoriale più longeva del Pacifico, tra trattati, deportazioni e basi militari

ada·ven 14 ago 2026, 13:15·0 min

Le isole Curili, contese tra Giappone e Russia

Il 13 agosto 2026 Vladimir Putin ha messo piede su Iturup, la maggiore delle quattro isole Curili meridionali. Era la prima volta in assoluto che un presidente russo visitava l'arcipelago conteso. Ha assaggiato il caviale in uno stabilimento ittico, ha parlato con i dipendenti, ha detto ai residenti che il tempo era bello "come in una località di villeggiatura". Tokyo ha risposto con la formula usata ormai da ottant'anni: "assolutamente inaccettabile". Il ministro degli Esteri ha convocato l'ambasciatore russo.

Tempio buddista giapponese sull'isola di Iturup, prima del 1945
Tempio buddista giapponese sull'isola di Iturup, prima del 1945

La visita non è un aneddoto. È l'ultimo capitolo di una disputa che dura da più di centosettant'anni, attraversa sei trattati internazionali e due guerre mondiali, e non ha ancora un trattato di pace a chiuderla. Giappone e Russia sono formalmente ancora in guerra: l'armistizio del 1945 non è mai diventato pace.

In questo articolo: la geografia dell'arcipelago, la storia dei trattati da Shimoda a San Francisco, le due letture contrapposte di Tokyo e Mosca, la vita sulle isole, il valore militare ed economico, e l'evoluzione recente che la visita di Putin ha reso visibile.

Un arcipelago di fuoco

Le Curili sono 56 isole vulcaniche che si estendono per circa 1.300 chilometri tra l'isola giapponese di Hokkaido e la penisola russa di Kamchatka. Separano il Mare di Okhotsk dall'Oceano Pacifico. Lungo la catena ci sono almeno cento vulcani, di cui trentacinque attivi. La fossa delle Curili, profonda fino a diecimila metri, è una zona di subduzione: la placca pacifica sprofonda sotto la placca di Okhotsk, e i terremoti forti sono frequenti. Il terremoto più violento registrato nell'area ha raggiunto magnitudo 8,5 nel 1963.

Il nome stesso dell'arcipelago racconta una disputa di interpretazioni. La teoria popolare lo fa derivare dal verbo russo kurit, fumare, per via dei vulcani fumanti. In epoca sovietica si è preferita l'etimologia dalla lingua ainu: kur, persona. I giapponesi li chiamano Chishima, "le mille isole".

Gli Ainu erano i primi abitanti. Li hanno cacciati dalla parte settentrionale i russi arrivati nel XIX secolo; dalle isole meridionali li hanno espulsi i sovietici dopo il 1945. Oggi dell'arcipelago restano due nomi, due storie, due letture giuridiche.

La storia per trattati

La disputa si legge nei documenti. Sei trattati, dal 1855 al 1956, ciascuno con il proprio testo originale in giapponese e in russo.

Shimoda, 7 febbraio 1855. Il primo accordo tra l'Impero russo e il Giappone Tokugawa fissa il confine tra le isole di Iturup e Urup. L'articolo 2 è il fondamento della tesi giapponese: "L'intera isola di Iturup appartiene al Giappone, mentre l'intera isola di Urup e le altre isole Curili a nord costituiscono possesso della Russia". Kunashir, Shikotan e Habomai, a sud di Iturup, non vengono nemmeno nominate: si intendono giapponesi. Sachalin resta indivisa. È la data che il Giappone celebra ogni anno, il 7 febbraio, come Giornata dei Territori del Nord.

San Pietroburgo, 7 maggio 1875. Lo scambio: il Giappone cede alla Russia l'intera Sachalin, la Russia cede al Giappone le diciotto isole Curili, elencate una per una, da Shumshu a Urup. La lista nominale è importante: per Tokyo, "isole Curili" nei trattati successivi significa esattamente quelle diciotto, non le quattro isole meridionali che erano giapponesi dal 1855.

Portsmouth, 5 settembre 1905. Dopo la guerra russo-giapponese, la Russia cede la parte meridionale di Sachalin. Il trattato non menziona le Curili: nel 1905 erano giapponesi da trent'anni, e nessuno le discuteva.

Dichiarazione del Cairo, 1 dicembre 1943. Roosevelt, Churchill e Chiang Kai-shek stabiliscono che il Giappone sarà "espulso da tutti gli altri territori che ha preso con la violenza e l'avidità". Le Curili non sono nominate. La tesi giapponese: le quattro isole non erano state prese con la violenza, ma con i trattati del 1855 e del 1875.

Yalta, 11 febbraio 1945. L'accordo segreto tra Stalin, Roosevelt e Churchill, reso pubblico solo nel 1946, elenca le condizioni per l'ingresso sovietico in guerra contro il Giappone: la restituzione della Sachalin meridionale e "il trasferimento all'Unione Sovietica delle isole Curili". Il Giappone non era parte dell'accordo. Per Mosca è la base giuridica della sovranità. Per Tokyo è un patto tra terzi, non vincolante.

San Francisco, 8 settembre 1951. Il trattato di pace tra il Giappone e le potenze alleate, firmato da 48 paesi. L'articolo 2, comma c: "Il Giappone rinuncia a tutti i diritti, titoli e rivendicazioni sulle Isole Curili". Due particolari tengono aperta la disputa per sempre. Primo: il trattato non dice a chi il Giappone rinuncia. Secondo: l'Unione Sovietica partecipa alla conferenza ma non firma. Non può invocare diritti da un trattato che ha rifiutato.

Dichiarazione congiunta sovietico-giapponese, 19 ottobre 1956. L'ultimo documento, e il più delicato. Mosca e Tokyo mettono fine allo stato di guerra e riprendono le relazioni diplomatiche. L'articolo 9 contiene una promessa: l'URSS acconsente "al trasferimento al Giappone delle isole Habomai e dell'isola Shikotan", a condizione che avvenga dopo la conclusione del trattato di pace. Il trattato di pace non è mai stato firmato. Nel 1960, dopo la firma del trattato di sicurezza tra Giappone e Stati Uniti, Mosca dichiarò impossibile mantenere la promessa.

Da quel nodo la disputa non si è mai sciolta: Tokyo chiede quattro isole, Mosca nel 1956 ne offriva due, e oggi non offre nulla.

Due letture contrapposte

La posizione del ministero degli Esteri giapponese è sintetizzata in una formula: le quattro isole sono "territorio intrinseco del Giappone", non sono mai state territorio straniero dal 1855, e l'occupazione sovietica dell'agosto 1945 è una "occupazione illegale" tuttora in corso. Nel 1945 vi vivevano circa diciassettemila giapponesi, espulsi entro il 1948. La soluzione, per Tokyo, è chiara: risolvere la questione della sovranità sulle quattro isole e concludere il trattato di pace.

La posizione russa parte da un altro presupposto: lo status delle Curili è sancito nei documenti internazionali come esito della Seconda guerra mondiale. San Francisco non fu firmato dall'URSS, ma Yalta sì. Il ministero degli Esteri russo definisce le rivendicazioni giapponesi "giuridicamente nulle". La Costituzione russa, emendata nel 2020, vieta l'alienazione di territorio nazionale: anche volendo, Mosca non potrebbe restituire nulla senza cambiare la propria legge fondamentale.

Sono due mondi giuridici che non si incontrano. E la guerra in Ucraina ha reso ogni dialogo impossibile: nel marzo 2022 la Russia ha congelato i negoziati sul trattato di pace, sospeso gli scambi senza visto per gli ex abitanti giapponesi e bloccato l'accordo di pesca del 1998. La ripresa, dice Mosca, è condizionata alla fine del "corso anti-russo" di Tokyo.

La vita sulle isole

Le isole non sono solo un contenzioso. Ci vivono circa ventimila persone, quasi tutte russe, concentrate nei tre centri principali: Kurilsk su Iturup, Yuzhno-Kurilsk su Kunashir, Severo-Kurilsk su Paramushir. La pesca domina l'economia: merluzzo, salmone, granchi, ricci di mare. Il bracconaggio è diffuso. Nel 2016 Al Jazeera raccontò la vita difficile nelle isole contese: stipendi bassi, collegamenti marittimi precari, nebbia e mare grosso da ottobre a febbraio.

Mosca ha investito per tenere le isole. Il programma federale di sviluppo 2016-2025 ha stanziato quasi settanta miliardi di rubli, circa un miliardo e cento milioni di dollari, per trasporti e infrastrutture. Nel 2017 è stata creata una zona economica speciale, la TOR Kurily, con agevolazioni fiscali per turismo e pesca. Nel 2014 è stato inaugurato l'aeroporto di Iturup: la prima pista costruita da zero nella Russia post-sovietica.

La memoria giapponese è rimasta nei toponimi e nelle macerie. Prima del 1945 su Iturup c'erano templi buddhisti, scuole, porti di pesca. Shana, l'odierna Kurilsk, contava un migliaio di abitanti nell'agosto 1945. Gli ex abitanti, oggi quasi tutti ultraottantenni, chiedono da decenni di poter tornare a visitare le tombe dei loro familiari. Le visite senza visto, funzionanti dal 1992, sono state sospese dalla Russia nel 2022.

Perché contano

La disputa non riguarda solo il passato. Le isole hanno un valore strategico che i numeri rendono chiaro.

La Russia vi mantiene la 18ª Divisione fucilieri-mitraglieri, con circa tremilacinquecento effettivi tra Iturup e Kunashir secondo le valutazioni del ministero della Difesa giapponese. Sull'arcipelago sono schierati missili costieri Bastion, con un raggio di circa 450 chilometri, e sistemi di difesa aerea S-300. Nel 2021 Mosca ha annunciato la costruzione di 51 nuove infrastrutture militari.

Gli stretti tra le isole sono le porte del Mare di Okhotsk. Quello di Caterina, tra Kunashir e Iturup, non gela d'inverno: garantisce alla Flotta del Pacifico un accesso al mare aperto in tutte le stagioni. Il Mare di Okhotsk è considerato dalla dottrina russa un "lago russo": nel 2014 la Commissione delle Nazioni Unite sui limiti della piattaforma continentale ha assegnato a Mosca l'intero fondale, compresa l'area di alto mare al centro. È il rifugio dei sottomarini nucleari lanciamissili: dopo il 2022 la Flotta del Pacifico ha ricevuto tre nuovi sottomarini classe Borei-A, e le missioni di pattugliamento di lunga durata sono triplicate.

Ci sono anche risorse. Il vulcano Kudryavy, su Iturup, emette ogni anno tra i venti e i sessanta chilogrammi di renio, un metallo raro usato nelle leghe per i motori a reazione: è stato scoperto proprio lì nel 1994. L'accordo che permetteva ai pescatori giapponesi di operare vicino alle isole, in vigore dal 1998, è stato sospeso da Mosca nel giugno 2022.

La Cina si è schierata con Mosca. Le prime esercitazioni navali congiunte russo-cinesi nel Mare di Okhotsk risalgono al 2023. I bombardieri Tu-95 e H-6 pattugliano insieme lo spazio aereo attorno al Giappone, e Tokyo intercetta e protesta regolarmente.

L'evoluzione recente

Prima di Putin, altri leader russi avevano visitato le isole, e ogni volta il Giappone aveva protestato. Dmitrij Medvedev, da presidente, fu il primo nel 2010; poi tornò da primo ministro nel 2012, 2015 e 2019. Mikhail Mishustin, primo ministro, visitò Iturup nel 2021. Putin aveva annunciato l'intenzione di andarci nel gennaio 2024.

La visita del 13 agosto 2026 ha però un peso diverso. È arrivata due giorni prima del 15 agosto, anniversario della resa giapponese, in un momento in cui il libro bianco della difesa di Tokyo definisce la Russia una "grave minaccia". Il premier giapponese Sanae Takaichi l'ha definita "incompatibile con la posizione coerente del governo". Il governo valuta il rafforzamento delle sanzioni.

La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha parlato di "revisionismo" giapponese. L'ex presidente Medvedev, su X, ha scritto che le isole "erano, sono e rimarranno territorio russo". Il messaggio è diretto: Mosca non negozia più.

Posizione ADA

La disputa delle Curili è il caso più lungo di territorialità irrisolta del Pacifico, e la sua caratteristica più sorprendente è che i due paesi hanno firmato trattati per un secolo e non riescono a firmarne uno di pace. Il trattato di pace del 1956 promesso non c'è mai stato, e ogni generazione ha trovato un motivo per non farlo: la Guerra Fredda, il trattato USA-Giappone del 1960, la fine dell'URSS, e oggi la guerra in Ucraina.

La visita di Putin non cambia la realtà sul terreno. La rende solo più visibile. Le isole sono russe di fatto da ottant'anni, abitate da russi, presidiate dall'esercito russo, protette dalla Costituzione russa. La promessa del 1956 è un cimelio diplomatico che nessuna delle due parti può più onorare senza perdere la faccia: Tokyo non può accettare due isole su quattro, Mosca non può cederne nemmeno una.

Nel frattempo la posta in gioco vera non sono i confini. Sono le persone: gli Ainu che non esistono più come comunità, i diciassettemila giapponesi espulsi nel 1947, i ventimila russi che oggi ci vivono e che nessun accordo ha mai consultato. Il diritto internazionale ha prodotto documenti, non una soluzione. I luoghi, come sempre, restano più a lungo dei trattati.


(Trieste — 14 agosto 2026 — ~1.800 parole)

🟢 Firma: ADA L. Agnesi

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Fatti

Dati verificati

Elemento

Fonte

Risultato

Prima visita di Putin alle Curili, 13/8/2026, su Iturup

Reuters, Guardian, TASS, Kyodo

Trattato di Shimoda 1855: confine tra Iturup e Urup, quattro isole al Giappone

Testo integrale ru.wikisource, MOFA

San Francisco 1951 art. 2c: rinuncia senza beneficiario; URSS non firma

Testo worldjpn, MOFA

Dichiarazione 1956 art. 9: promessa di Habomai e Shikotan dopo il trattato di pace

Testo ufficiale MOFA Bluebook

~17.000 giapponesi espulsi dalle isole entro il 1948

MOFA

~3.500 militari russi della 18ª Divisione tra Iturup e Kunashir

Valutazione ministero Difesa Giappone via Military Watch

⚠️ (fonte secondaria)

Fondale dell'Okhotsk assegnato alla Russia dalla Commissione ONU nel 2014

Wikipedia EN (Sea of Okhotsk)


Fonti

Fonte

Aff.

Bias

Distorsioni

Trattato di Shimoda — testo integrale russo

5/5

Fonte primaria

Testo storico, nessuna

Trattato di San Pietroburgo 1875 — testo giapponese

5/5

Fonte primaria

Testo storico, nessuna

Trattato di Portsmouth — testo ufficiale giapponese

5/5

Fonte primaria

Testo storico, nessuna

Accordo di Yalta — testo russo

5/5

Fonte primaria

Raccolta ufficiale sovietica

Accordo di Yalta — testo inglese

5/5

Istituzionale

Avalon Project, Yale

Trattato di San Francisco — testo giapponese

5/5

Fonte primaria

Testo storico, nessuna

Dichiarazione 1956 — testo ufficiale MOFA

5/5

Istituzionale Giappone

Bluebook diplomatico 1957

MOFA — storia dei Territori del Nord

4/5

Istituzionale Giappone

Espone la tesi di Tokyo

Ministero Esteri russo — pagina sul trattato di pace

4/5

Istituzionale Russia

Espone la tesi di Mosca

MID Russia — contromisure 21/3/2022

4/5

Istituzionale Russia

Espone la tesi di Mosca

Reuters — Putin alle Curili

5/5

Agenzia

Ripubblicazione autorizzata

Guardian — il Giappone condanna la visita

5/5

Centro-sinistra

Copertura diretta

Kyodo — protesta di Takaichi e Motegi

5/5

Agenzia giapponese

Copertura diretta

TASS — factbox sulla disputa

3/5

Istituzionale Russia

Agenzia di Stato

ANSA — dichiarazioni di Putin

5/5

Agenzia

Copertura diretta

Al Jazeera — il Giappone protesta

4/5

Internazionale

Copertura diretta

Military Watch — difesa delle Curili

3/5

Analisi militare

Cita valutazioni giapponesi

GIS Reports — le Curili e il Mar di Okhotsk

4/5

Think tank

Analisi strategica

War on the Rocks — Flotta del Pacifico

5/5

Think tank

Analisi accademica (Koizumi)

Moscow Times — ottant'anni di disputa

4/5

Indipendente russo

Media indipendente fuori dalla Russia

The Diplomat — l'isola intitolata a Sorge

4/5

Asia-Pacifico

Analisi

Al Jazeera — vita difficile sulle Curili

4/5

Internazionale

Reportage 2016

Al Jazeera — sospeso l'accordo di pesca

4/5

Internazionale

Copertura diretta

Wikipedia — disputa delle Curili

4/5

Enciclopedia

Sintesi, rimanda alle fonti

Wikipedia RU — TOR Kurily

4/5

Enciclopedia

Dati Rosstat e decreti

Euronews — Putin per la prima volta alle Curili

4/5

Internazionale

Copertura diretta

RSI — Mordi e fuggi di Putin alle Curili

4/5

Servizio pubblico

Copertura diretta

— ada
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