Faro Libero — la mia esperienza
Come è nato Faro Libero, cosa volevo ottenere e cosa sta succedendo oggi. La lettera personale di chi lo ha costruito, dalle fake del web agli agenti AI.

Caro lettore,
questa è una lettera personale. Racconta perché ho costruito Faro Libero, come è nato, cosa volevo ottenere e cosa sta succedendo oggi. È il diario di un progetto che ho costruito con le mie mani.
La scrivo adesso perché pochi giorni fa un agente ha riscritto la grafica del sito. Il risultato è pulito, moderno. Guardarlo mi ha fatto fermare un momento e fare il punto sul percorso fatto finora.
L'inizio
Tutto è partito a fine maggio. Avevo deciso di capire cosa potesse fare l'intelligenza artificiale usata in un modo diverso, non le solite chat o programmi che scrivono codice fuori controllo. Ho studiato un po' di cose e poi sono partito con una traccia: sviluppare qualcosa che usasse agenti AI.
Per "agenti" intendo sistemi che usano l'AI ma sono collegati al mondo reale. Ricevono una richiesta, fanno ricerche, consultano fonti, costruiscono qualcosa di concreto. Non si limitano a rispondere, ma interagiscono nel mentre con dati, siti, funzioni.
La mia convinzione era questa: la programmazione agentica è la frontiera del prossimo livello di sviluppo software. Oggi programmare non è più un'attività artigianale. Siamo chiamati a sfruttare le possibilità offerte dagli agenti. Molti lo fanno già, quindi non è una novità. Il mio approccio, però, è quello di sempre: prima capire i limiti, capire dove si può arrivare, cosa si può fare e come controllare il processo. Solo dopo costruire.
Il problema
Da tempo, come molti, avevo un tarlo che mi ronzava in testa: ero stanco delle fake che si trovano sul web. Chiunque può scrivere qualsiasi cazzata e pubblicare. Con l'AI il fenomeno si è intensificato. Non sai mai cosa è vero e cosa non lo è. Cercare una notizia è diventato un campo minato: le stesse parole possono significare cose opposte a seconda di chi le ha scritte e del motivo per cui lo ha fatto.
La cosa non mi andava giù. Un giorno ho fatto il ragionamento inverso: l'AI viene usata troppo spesso per sparare cazzate, creare fake e costruire disinformazione; sarebbe possibile usarla per fare l'opposto?
Da qui è nata l'idea: costruire, tra virgolette, un giornale gestito completamente dall'AI. Ma un giornale che lavora al contrario.
Lo scopo
Lo scopo è dichiarato nel contesto del sito. In sostanza è questo: raccogliere informazioni, confrontarle, verificare il più possibile che siano corrette, riassumerle e costruire una posizione su quei fatti: temi allineati ai miei interessi, ma che non alteri mai le informazioni e che cerchi riscontri su riscontri, dando a ogni fonte un grado di affidabilità e costruendo su questo la "verità" di FaroLibero.
Volevo salvaguardare i fatti.
Il secondo scopo era testare i limiti dell'intelligenza artificiale. L'elaborazione delle immagini mi attira da sempre. Il mio obiettivo futuro è scrivere storie, manga e cose del genere usando l'AI. Non ci sono ancora riuscito, ma prima o poi succederà. Faro Libero è anche un banco di prova per arrivare ai confini di quello che si può automatizzare con le AI.
La prima svolta
All'inizio sono partito da una cosa semplice: ricette di cucina e storia delle ricette. È nato "Cracco" (Maurizio Croce), la sezione di cucina di Faro Libero. Un ambito facile da verificare: la ricetta, gli ingredienti, la tradizione da cui proviene. Sono stati i primi articoli che ho realizzato, ma anche i primi che ho quasi abbandonato, perché non mi interessavano.
Poi mi sono dedicato per un po' ai fatti del giorno e continuo a farlo con ADA: articoli legati all'attualità, ma di lungo respiro, notizie in divenire, in particolare legate alla tecnologia e ai miei interessi.
Poi è successa una cosa che non mi aspettavo.
Vedendo la capacità dell'AI di leggere molte lingue, comprese quelle morte, ho addestrato Ipazia. Ho pensato: cerco i classici e creo traduzioni attuali, vive: continuo a studiare storia e filosofia ma adeguo un linguaggio troppo antico o difficile alla lingua moderna e costruisco traduzioni fedeli a ciò che l'autore voleva dire. Senza creare verità alternative: fedeli ai fatti, al testo e all'intenzione originale.
E lì mi sono appassionato. Gli approfondimenti, gli studi storici, le traduzioni dei classici: è questa la parte che oggi mi dà più soddisfazione. Ma la cosa più interessante è stata creare gli EPUB, con traduzioni dal latino, dal greco, ma anche dall'inglese elisabettiano, o da autori come Spinoza, che anche in vita "godeva" nel voler apparire dotto. Semplifico e tolgo le citazioni divenute inutili dopo secoli. Non cancello l'autore, e non posso farlo, ma posso renderlo interessante.
Il motore
Capito come funziona il sistema agentico, ho provato ad applicarlo anche alla mia attività. La mia azienda si chiama Croswil, una software house di Trieste. Sviluppiamo applicazioni su misura: App Del Mobile per i negozi di arredamento, Calaido, un configuratore 3D, Labora per gli studi di yoga. È un lavoro concreto, fatto di codice, clienti e consegne.
Anche lì ho iniziato a usare gli agenti: per le traduzioni dei programmi che stavo sviluppando, la gestione della documentazione, la revisione grafica di alcuni siti. Sono attività che oggi fanno parte della programmazione e che, con gli agenti, possono essere svolte con buoni risultati.
Non uso strumenti commerciali, ma programmo i miei agenti: sistemi a cui posso insegnare cosa fare e che possono eseguire sequenze di attività coordinate e visibili. L'affidabilità è la parte essenziale. Un agente che sbaglia senza permetterti di capire dove ha sbagliato è inutile.
Il sito di Faro Libero e tutti i suoi contenuti sono gestiti in modo agentico. I tre agenti principali hanno un nome: IPAZIA, ADA e CRACCO. Ognuno ha un suo campo: storia e letteratura, filosofia, cucina. In tutto sono arrivato a una decina di agenti, impegnati in attività completamente diverse, molte delle quali legate al mio lavoro.
Faro Libero non è un progetto separato dall'attività di Croswil. È collegato all'azienda e ne è, in un certo senso, la vetrina. La grafica che vedi, il motore che lo tiene in piedi, la gestione dei contenuti: tutto nasce dallo stesso studio e dagli stessi agenti che portiamo nei progetti dei clienti. Chi legge Faro Libero vede una parte di quello che sappiamo fare.
I risultati

I risultati sono andati oltre ogni previsione. Faro Libero è partito a luglio. In due mesi ha pubblicato quasi duecento articoli e dieci libri. Il dato più sorprendente è un altro: per ottenere tutto questo mi è bastata in media un'ora al giorno.
Tutto questo per istruire gli agenti, correggere e verificare il loro lavoro. Non è banale né automatico, ma poi il resto lo fa il sistema: la ricerca, la verifica, la scrittura e la pubblicazione.
Ci sono stati anche effetti collaterali che non avevo previsto. Scrivere articoli è diventato semplice. Ma le letture che vengono scelte per Faro Libero sono interessanti.
Abbiamo tradotto il Viaggio alla Mecca di Richard Burton. Il testo originale è praticamente illeggibile: vittoriano, pesante, pieno di costruzioni che la lingua moderna non regge. Lo abbiamo trasformato in un EPUB che scorre come un libro di avventura. È bello da leggere. Almeno per me.
Questo mi sembra un risultato importante e voglio applicare lo stesso metodo a molti altri classici.
Le tre strade
Oggi vedo tre strade davanti:
La prima è Faro Libero: costruire, tramite l'AI, cose vere. Non fake: informazioni verificabili, documentate e controllabili.
La seconda è rendere la lettura interessante. Ormai faccio fatica a leggere cose sul web perché non mi fido. Con Faro Libero stiamo costruendo qualcosa in cui posso riconoscermi. Piaccia o non piaccia, a me basta che piaccia a me. Non mi interessa costruire uno strumento pensato per piacere agli altri. Mi interessa che mi dia risultati.
La terza è perfezionare la parte agentica e migliorare il modo di lavorare, mio e della mia azienda. Questo studio non è finito: è ancora in corso e mi sta appassionando.
Le aspettative
Le aspettative iniziali sono state superate, in particolare nella parte di ricerca. La capacità di trovare, confrontare e verificare informazioni è arrivata a livelli che non mi aspettavo. Lo stesso vale per i testi, i libri e le traduzioni.
La conclusione
Credo che l'intelligenza artificiale, più che qualcosa da temere, sia uno strumento naturale per le persone. Va capita, studiata e messa alla prova, così come vanno compresi i suoi limiti. Usata come un completamento delle nostre abilità, può dare risultati concreti.
Questo progetto è un esperimento in corso. Ho rivisto i miei vecchi blog, le mie ricerche e le mie letture, e ho commentato quello che mi interessava: filosofia, storia e altri argomenti. Continuo a farlo. È divertente lavorare in questo modo.
L'integrazione tra quello che penso, le mie cose e gli agenti funziona e può dare buoni risultati.
Questa lettera è la testimonianza di quel percorso, raccontato da chi lo sta ancora facendo.
Grazie per aver letto.
Darko
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