Samarcanda, crocevia di culture

Piazza del Registan con le tre madrase
Visitare Samarcanda oggi
La città si trova nella valle del fiume Zeravshan, nell'Uzbekistan orientale, a 270 chilometri a sud-ovest di Tashkent. Sorge su un'oasi irrigua ai piedi delle montagne del Turkestan, al confine tra il deserto del Kyzylkum e le prime alture del Pamir-Alaj. La posizione, all'incrocio tra le rotte carovaniere che collegavano Cina, India, Persia e Mediterraneo, ne ha fatto per duemila anni un nodo commerciale obbligato.
L'aeroporto internazionale di Samarcanda (SKD) riceve voli da Tashkent, Istanbul e Mosca. Il treno ad alta velocità Afrosiyob copre la tratta Tashkent–Samarcanda in due ore. La città vecchia, dove si concentrano i monumenti, si sviluppa attorno alla piazza del Registan ed è percorribile a piedi. Le navi da crociera non esistono, ma il turismo è in crescita: dall'indipendenza uzbeka (1991) il numero di visitatori annuali è passato da poche decine di migliaia a oltre due milioni nel 2019, prima della pandemia.
La piana su cui sorge la città è stata abitata ininterrottamente dal primo millennio a.C. Le mura di Afrasiab, la collina fortificata a nord-est del centro, contengono i resti della Maracanda che Alessandro Magno conquistò nel 329 a.C. Oggi la città è divisa tra il centro storico timuride, il quartiere russo costruito dopo l'annessione zarista del 1868 e i quartieri sovietici della periferia.
La Sogdiana e Maracanda
Il sito fu abitato almeno dal VI secolo a.C., quando la regione era la satrapia achemenide di Sogdiana. I Persiani vi costruirono le prime fortificazioni. Il nome antico, Maracanda, è la traslitterazione greca del sogdiano Smʼrknδh, composto da asmara (pietra) e kand (fortezza). L'Encyclopaedia Iranica (de la Vaissière, 2011) documenta che i sovrani achemenidi deportarono popolazioni nell'area e vi insediarono guarnigioni, integrando la Sogdiana nell'amministrazione imperiale.
Nel 329 a.C., Alessandro Magno conquistò Maracanda dopo aver sconfitto il satrapo bessiano Besso e il nobile sogdiano Spitamene, che oppose una resistenza durata due anni con l'appoggio delle tribù nomadi Saka e Massagete. Lo storico Arriano (Anabasi IV) descrive l'assedio della "Rocca Sogdiana", una fortezza montana dove Alessandro sposò Rossane, figlia del signore locale Ossiarte. Le mura di Maracanda conservano tracce del rifacimento greco: archeologi hanno identificato granai militari ellenistici sull'acropoli.
Dopo la morte di Alessandro, la regione passò ai Seleucidi, poi al regno greco-battriano. I Greci introdussero la prima monetazione stabile in Sogdiana: alcuni tipi di monete greche rimasero in uso fino al V secolo d.C. (Zeimal, 1983).
I mercanti sogdiani
Tra il IV e l'VIII secolo, i Sogdiani divennero la potenza commerciale dominante sulla Via della Seta. Le loro colonie commerciali sono documentate da Samarcanda fino alla Cina interna: le lettere sogdiane scoperte a Dunhuang (inizi del IV secolo) mostrano una rete di corrispondenza che collegava Samarcanda, Bukhara, Merv e l'altopiano tibetano.
Gli affreschi del palazzo di Afrasiab (VII secolo), scoperti nel 1965, raffigurano il re sogdiano Varhuman mentre riceve ambasciatori da Cina, Turchia e Corea. I dipinti sono conservati nel Museo di Afrasiab, costruito accanto allo scavo. Le quattro pareti della sala reale mostrano processioni di dignitari stranieri che portano doni: cammalli, elefanti, cavalli, sete. È la prova materiale più diretta del ruolo di Samarcanda come crocevia di popoli.
Nel 712, i musulmani conquistarono Samarcanda, integrandola nel califfato omayyade e poi abbaside. I Sogdiani si islamizzarono gradualmente, ma la loro lingua (il sogdiano, di ceppo iranico orientale) persistì fino al X secolo.
La capitale di Tamerlano
La svolta decisiva per Samarcanda arrivò con Timur (Tamerlano), che nel 1370 ne fece la capitale del suo impero, che si estendeva dall'Anatolia al Punjab. Timur era un condottiero turco-mongolo, non un costruttore per vocazione: la leggenda vuole che avesse dichiarato di volere una moschea la cui cupola fosse unica al mondo. In ogni caso, deportò a Samarcanda artigiani, architetti e artisti da tutte le città conquistate: da Damasco, Baghdad, Isfahan, Delhi. La città divenne un laboratorio di sintesi culturale tra Persia, Asia centrale e India.
Il piano urbanistico di Samarcanda fu ripensato intorno a un viale centrale (il khiaban) fiancheggiato da botteghe, caravanserragli e giardini. Le mura della città furono estese. Sorsero la moschea Bibi-Khanym (1399-1404), uno dei più grandi edifici sacri del mondo islamico, e il mausoleo Gur-e-Amir (1404), tomba di Timur e dei suoi discendenti.
Bibi-Khanym fu costruita dopo la campagna indiana di Timur. La sua cupola, alta 40 metri, crollò pochi anni dopo la costruzione per difetti strutturali. Oggi, ricostruita in epoca sovietica, la moschea può ospitare 10.000 fedeli. Il portale d'ingresso, alto 35 metri, è rivestito di maioliche turchesi e motivi geometrici.

Mausoleo Gur-e-Amir, tomba di Tamerlano
Il Gur-e-Amir introduce la tipologia del mausoleo timuride: una cupola a doppia calotta (esterno costolato blu, interno dorato) su un tamburo cilindrico, poggiante su un dado cubico. Il corpo di Timur vi fu sepolto nel 1405, in una bara di ebano rivestita di broccato d'argento. I rilevi del XIX secolo (Schuyler, 1876) descrivono il mausoleo in stato di grave degrado; il restauro fu completato negli anni Sessanta.
Il Registan
La piazza del Registan ("luogo sabbioso" in persiano) era il centro commerciale e cerimoniale di Samarcanda. Oggi è delimitata da tre madrase (scuole coraniche) costruite in due secoli diversi:
- Madrasa di Ulugh Beg (1417-1420): la più antica. L'iscrizione sulla porta dice: "È dovere di ogni musulmano e di ogni musulmana cercare la scienza". Il cortile rettangolare ospitava aule e celle per gli studenti. I minareti angolari sono inclinati di quasi due metri per effetto dei terremoti.
- Madrasa Sher-Dor (1619-1636): costruita sotto il sovrano Yalangtush Bahadur, riprende lo schema della madrasa di Ulugh Beg ma aggiunge un portale decorato con tigri che reggono il sole nascente — un'immagine che viola il divieto islamico di rappresentare figure animate. Per questo fu contestata dai religiosi dell'epoca.
- Madrasa Tilla-Kari (1646-1660): chiude il lato nord della piazza. Il nome significa "decorata d'oro": la sala di preghiera all'interno è ricoperta di foglia d'oro su stucco.
La piazza ha subito numerosi restauri, il più sistematico dei quali in epoca sovietica (anni Cinquanta-Settanta). La ricerca di Gulyamova (2019) sulla formazione architettonica del Registan documenta che solo la madrasa di Ulugh Beg è originale; le altre due furono ricostruite in fasi successive, con modifiche rispetto agli edifici originari.
La tomba del profeta Daniele e Shah-i-Zinda
A nord-est del Registan, la necropoli di Shah-i-Zinda ("il re vivente") raccoglie una decina di mausolei del XIV-XV secolo, costruiti intorno alla tomba di Qutham ibn Abbas, cugino del profeta Maometto, caduto secondo la tradizione during l'invasione araba del VII secolo.
Il complesso è una successione di portali, cupole e iwan rivestiti di maioliche turchesi, blu scuro e verdi. Fu costruito progressivamente: ogni dignitario timuride volle il proprio mausoleo lungo la via di accesso alla tomba del santo.
Sulla collina di fronte, il mausoleo del profeta Daniele contiene un sarcofago lungo 18 metri. La tradizione locale sostiene che il corpo del profeta cresca ancora, costringendo ad allungare la tomba. Il sito è venerato da musulmani, ebrei e cristiani.
Ulugh Beg e l'osservatorio
Mirza Muhammad Taraghay bin Shahrukh, noto come Ulugh Beg (1394-1449), era nipote di Timur e governatore di Samarcanda. Fu sultano, matematico e astronomo. Nel 1428 fece costruire sulla collina di Kohik un osservatorio di tre piani, dotato di un quadrante murario (strumento per misurare l'altezza degli astri) con raggio di 40 metri — il più grande del mondo all'epoca.
I lavori dell'osservatorio produssero lo Zij-i Sultani, un catalogo di 1.018 stelle basato su osservazioni originali, la cui precisione — errore medio inferiore a un minuto d'arco — rimase ineguagliata fino alle misure di Tycho Brahe nel XVI secolo. La determinazione della durata dell'anno siderale da parte di Ulugh Beg (365 giorni, 6 ore, 10 minuti e 8 secondi) è corretta entro 58 secondi dal valore moderno (Schetnikov, 2022, Schole).
Ulugh Beg fu assassinato nel 1449 per ordine del figlio, su pressione dei circoli religiosi che osteggiavano la scienza. L'osservatorio fu distrutto. I frammenti del quadrante furono scoperti nel 1908 dall'archeologo russo V. L. Vyatkin. Oggi il sito ospita un museo.
Dalla conquista russa all'Unesco
I russi conquistarono Samarcanda nel 1868. Il governatore zarista, generale Konstantin von Kaufman, avviò i primi restauri e costruì il quartiere europeo a sud della città vecchia. L'architettura coloniale russa (stile neoclassico con influenze moresche) si sovrappose al tessuto timuride.
In epoca sovietica, Samarcanda fu esclusa dai circuiti turistici internazionali ma beneficiò di estesi restauri. Negli anni Cinquanta, l'Accademia delle Scienze uzbeka intraprese la ricostruzione della moschea Bibi-Khanym e il consolidamento del Gur-e-Amir. Il Registan fu ripavimentato e le madrase restaurate.
Nel 2001, l'Unesco ha iscritto Samarcanda nella lista del Patrimonio Mondiale con la motivazione: "Samarcanda è il crocevia delle culture del mondo. È il luogo dove le civiltà persiana, indiana, cinese e dell'Asia centrale si sono incontrate e fuse in una sintesi architettonica e urbana unica".
IPAZIA:
A un certo punto della storia, Samarcanda ha smesso di essere una città e ha cominciato a essere un'idea. Il nome stesso — la "Rotta d'Oro per Samarcanda" di Flecker, le cupole turchesi nelle fotografie — precede il viaggio. La visita, poi, conferma o delude? Nel mio caso, colpisce la distanza tra quello che la città è stata e quello che è oggi: non una metropoli imperiale, ma una città di provincia uzbeka di mezzo milione di persone, con monumenti che spuntano tra case basse e strade asfaltate di recente.
La cosa che più colpisce della storia di Samarcanda è che la sua età dell'oro durò ottant'anni esatti. Dal 1370 al 1450 circa: dalla nomina di Timur a imperatore all'assassinio di Ulugh Beg. In ottant'anni, Samarcanda ha prodotto più architettura, scienza e scambi culturali di molte capitali in cinquecento. Poi è finito. L'osservatorio distrutto, le madrase ricostruite male, i mausolei restaurati in epoca sovietica con criteri discutibili. Resta la piazza.
Firma: Ipazia Agnesi
Fonti
Fonte
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Affidabilità
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Bias
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Link
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Britannica — Samarkand
| ★★★★ Solida
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| Britannica
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Britannica — Timur
| ★★★★ Solida
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| ★★★★★ Accademico
| Accademico
| Iranica
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| Accademico
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| Accademico
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| Accademico
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Gulyamova, M. (2019). "Processes of Architectural Formation of Registan Square in Samarkand". Academia
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Arriano. Anabasi di Alessandro IV
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| Perseus
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UNESCO World Heritage Centre. "Samarkand – Crossroads of Cultures"
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| UNESCO
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