I modelli AI sotto export control
La Cina aggiunge 23 tecnologie di intelligenza artificiale alla lista di ciò che non può uscire dal paese: pesi, agenti, cluster. Le soglie, cosa resta fuori, e perché l'Europa perde una leva

Venerdì 16 ottobre, le quattro del pomeriggio a Pechino. Il ministero del Commercio e il ministero della Scienza e della Tecnologia pubblicano la bozza di revisione del catalogo delle tecnologie vietate e ristrette all'export. Quaranta voci nuove. Ventitré riguardano l'intelligenza artificiale. Per la prima volta entrano nella lista i pesi dei modelli, gli agenti, i cluster di calcolo.
Il catalogo esiste dal 2001 ed è stato riscritto nel 2008, nel 2020, nel 2023 e nel 2025. Fino alla versione di luglio 2025 non conteneva alcuna voce per modelli linguistici, intelligenza artificiale generativa o agenti. Lo annotava lo studio legale Morgan Lewis in una nota di maggio 2026, quando Pechino bloccò un'operazione societaria nel settore. Da venerdì quel vuoto è chiuso.
La consultazione pubblica chiude il 15 novembre. Le osservazioni si mandano a jinxianmulu@mofcom.gov.cn. Nel frattempo, una parte si applica subito: chi esporta tecnologia elencata deve registrarla sul portale del ministero prima di muoverla.
Il quadro
La misura cinese ha tre effetti distinti, e vanno tenuti separati. Il primo è tecnico: quali oggetti finiscono nella lista e a quali condizioni. Il secondo è temporale: cosa riguarda i modelli già pubblicati e cosa riguarderà quelli che verranno. Il terzo è politico: la Cina si dota dello stesso strumento che Washington usa contro di lei, ma lo punta sui pesi dei modelli invece che sui macchinari che li producono.
Per l'Europa i tre effetti si sommano in un punto solo. La strategia di sovranità digitale degli ultimi due anni si regge sui modelli a pesi aperti da eseguire su cloud europei. Quei modelli arrivano da laboratori cinesi e americani. Da adesso, per la parte cinese, il rubinetto ha un proprietario che sta a Pechino.
Cosa entra nella lista
Le quaranta voci si dividono in quattordici divieti e ventisei regimi di licenza. Per settore: ventitré intelligenza artificiale, dodici fotovoltaico, cinque biomedicina.
Categoria |
Cosa è vietato |
Cosa richiede licenza |
|---|---|---|
Intelligenza artificiale | Tecnologia centrale dei grandi modelli addestrati su dati sensibili chiave nazionali e offerti come servizio; agenti destinati a infrastrutture informative chiave, difesa e affari di governo; generazione e mutazione autonoma di codice malevolo | Pesi, checkpoint, codice sorgente, architettura, metodi di addestramento e di inferenza dei grandi modelli oltre soglia; agenti e orchestrazione; cluster di calcolo; design di chip AI bidimensionali e tridimensionali; memorie flash tridimensionali; tecnologie di trattamento dell'informazione; riconoscimento vocale |
Fotovoltaico | Tecnologie delle celle in perovskite | Celle a eterogiunzione |
Biomedicina | Cinque voci tra terapia cellulare e genica, piccoli acidi nucleici, microbiologia patogena | — |
Il divieto sui modelli addestrati con dati sensibili chiave è la voce più ampia. Non riguarda dimensioni o potenza: riguarda cosa il modello ha visto durante l'addestramento e come viene distribuito. Un modello costruito su dati che la legge cinese classifica come importanti, offerto come servizio, non può uscire.
Il portavoce del ministero ha spiegato la misura con una formula ricorrente: le maggiori economie applicano controlli all'export in misura variabile, la Cina si adegua alle pratiche internazionali. Il comunicato aggiunge che la revisione non è diretta a nessun paese, regione o entità.
Le tre soglie
La voce che conta per i laboratori è la 266504X. Copre i pesi, i checkpoint chiave, il codice sorgente, l'architettura e i metodi di addestramento e inferenza. Scatta quando il modello supera una delle tre condizioni: diecimila miliardi di miliardi di operazioni in virgola mobile di calcolo di addestramento, due trilioni di parametri, oppure il decimo posto nelle classifiche globali al momento dell'esportazione.
L'ultima condizione è la più elastica. Il testo rimanda alle classifiche pubbliche dei principali valutatori e delle piattaforme di settore, considerando prestazioni generali, compiti specifici, sicurezza e volume di chiamate. Non serve essere il modello più grande: basta stare nei primi dieci.

Le altre voci misurano cose che fino a ieri non si misuravano in dogana.
Gli agenti, voce 266505X, diventano materia controllata quando spezzano un'istruzione in catene di venti o più passaggi, quando fanno lavorare sessanta agenti insieme, o quando usano duecento strumenti integrati con il novanta per cento di accuratezza nella scelta e il novanta per cento di successo su compiti che ne incatenano tre.
I cluster, voce 266507X, sono controllati sopra i diecimila acceleratori, con interconnect da ottocento gigabyte al secondo, recupero guasti in centoventi secondi e gestione di schede di fornitori diversi.
Cosa resta fuori
La parte più interessante della bozza è l'elenco di ciò che non tocca. Il ministero l'ha messa nella risposta alle domande, e le agenzie di stampa cinesi l'hanno ripresa parola per parola.
Usare un modello non è esportarlo. Chiamare un modello ristretto attraverso un'interfaccia di programmazione, un'app, un sito, un servizio in abbonamento o una versione leggera su dispositivo resta fuori dal controllo. Chi in Italia costruisce un prodotto sopra un modello cinese non cambia nulla.
Installarlo all'estero è esportarlo. Mettere quei pesi su server aziendali in un altro paese richiede licenza. Sul cloud aziendale all'estero vale la via rapida: licenza automatica, presentata la pratica si esporta.
La tecnologia già pubblica è esclusa. Il testo lo dice in modo esplicito: open source, paper accademici o altre forme di dominio pubblico non rientrano nel perimetro. E i prodotti realizzati con tecnologia elencata non sono beni controllati.
Il futuro open source passa da una corsia veloce. Pubblicare come open source tecnologia elencata è trattato come esportazione con licenza automatica. La formula usata dal ministero è "riporta ed esporta": la pratica si presenta e si procede.
Messa in fila, la logica è questa: Pechino non chiude i modelli aperti, li registra. La lettura di Dean W. Ball, responsabile delle prospettive strategiche di OpenAI, è che la misura non significhi la fine dei modelli a pesi aperti cinesi, ma stabilisca la possibilità di chiuderli quando si vuole. Ball la definisce l'immagine speculare dei controlli americani sui pesi dei modelli.
Il catalogo che diventa un interruttore
Per capire cosa cambia bisogna guardare la storia del catalogo, non il testo di venerdì.
Nel 2020, mentre TikTok cercava un compratore americano, la revisione del catalogo aggiunse esempi alla voce sulla tecnologia di push personalizzato delle informazioni basata su analisi dei dati. Fu letta allora come una mossa per mettere le mani sull'algoritmo di raccomandazione: la Cina si riservava di dire l'ultima parola su cosa usciva da ByteDance. Nel 2023 la revisione precisò quegli esempi, senza cambiare la sostanza.
Per cinque anni, però, i modelli linguistici non sono stati elencati. La Cina controllava l'hardware in uscita e alcune tecnologie civili strategiche, non i pesi. La bozza di ottobre colma quel vuoto con quattro anni di ritardo rispetto ai laboratori e con una consapevolezza che nel 2020 non c'era: i pesi di un modello di frontiera valgono, in capacità trasferibile, un impianto industriale.
Il paradosso è che lo strumento è americano. Washington controlla le macchine che producono i chip, le schede, gli strumenti di litografia. Non ha mai controllato formalmente i pesi dei modelli, e quando ci ha provato, con il quadro sulla diffusione dell'intelligenza artificiale del gennaio 2025, ha dovuto fare i conti con un'industria che quei pesi li distribuisce gratis. Pechino applica lo stesso principio alla risorsa che possiede in abbondanza: modelli a pesi aperti in cima alle classifiche.
C'è un secondo paradosso, più concreto. Una misura pensata per trattenere la tecnologia diventa un argomento per chi vuole costruirla altrove. Chi oggi sviluppa in Europa sopra un modello cinese ha un motivo in più per guardare altrove, e chi in Cina pubblica pesi aperti ha un motivo in più per accelerare prima che le regole cambino.
Il conto per l'Europa
L'Unione europea ha una soglia per i modelli di intelligenza artificiale con rischio sistemico: diecimila miliardi di miliardi di operazioni in virgola mobile, 10^25. Sta nell'articolo 51 del regolamento sull'intelligenza artificiale, ed è un ordine di grandezza sotto la soglia cinese. In Europa quella soglia fa scattare obblighi di valutazione e mitigazione del rischio. In Cina la soglia fa scattare una licenza di esportazione.
Due usi della stessa unità di misura, per due poteri diversi: uno per regolare chi produce, l'altro per decidere chi può avere.
Il problema europeo si vede meglio guardando i modelli che esistono oggi. Kimi K3, di Moonshot, è un modello a pesi aperti da 2,8 trilioni di parametri, pubblicato il 16 luglio con i pesi scaricabili. DeepSeek V4, 1,6 trilioni, licenza permissiva e pesi online dal 24 aprile. Entrambi superano le soglie della bozza cinese. Entrambi sono già pubblici, quindi esclusi dal catalogo: nessuno può richiamare indietro un file scaricato da un milione di server.
Questo è il punto che molti racconti sbagliano. Non c'è nessun modello che sparisce lunedì. La lista non tocca quello che è già uscito. Tocca il prossimo giro: i checkpoint intermedi che un laboratorio tiene per sé, i metodi di inferenza, il fine-tune fatto in Cina su un modello pubblico e spedito a un cliente estero, la versione successiva di un modello che oggi è aperto.
Per un'azienda europea la differenza è tra costruire su qualcosa che resta scaricabile e costruire su qualcosa che dipende da un permesso. È la stessa differenza che l'Europa ha scoperto con il gas, e prima con i chip.
Posizione ADA
La misura cinese non è un colpo di testa. È il riconoscimento che i pesi di un modello sono diventati infrastruttura, e che chi li produce può decidere chi li usa. Da questo punto di vista Pechino fa quello che ha fatto Washington con i semiconduttori, con due differenze che contano.
La prima è che la Cina parte da una posizione di forza nel segmento aperto. I modelli a pesi aperti più capaci del mondo sono cinesi, e la corsia automatica per l'open source serve a lasciare respiro ai laboratori nazionali mentre si riserva il controllo. È una mossa di politica industriale travestita da sicurezza nazionale, come tutte quelle della categoria.
La seconda è che l'Europa, ancora una volta, assiste. Ha la soglia più bassa per regolare i modelli, nessuna capacità di produrne uno di frontiera, e una strategia di sovranità che consiste nell'eseguire su server europei modelli progettati altrove. Quando i pesi arrivano da un paese che ha appena messo i pesi in un catalogo di export, quella strategia smette di essere sovranità e diventa una licenza.
Il conto lo pagheranno le imprese europee che costruiscono prodotti sopra modelli aperti cinesi, i cloud che li ospitano, e i laboratori pubblici che su quei pesi hanno impostato la ricerca. Non lo pagheranno quest'anno: la lista è in bozza, i modelli esistenti sono fuori, e la corsia veloce per l'open source lascia aperta la porta. Lo pagheranno alla prima versione che Pechino decide di tenere dentro.
Il precedente utile è quello dei chip. Le sanzioni americane dovevano fermare la Cina e hanno prodotto un fornitore alternativo. Un controllo cinese sui pesi produrrà la stessa cosa, a parti invertite: chi oggi dipende dai modelli aperti cinesi avrà un motivo in più per addestrarsi i propri, o per comprare americano. La tecnologia si sposta dove il permesso non serve.
(Trieste — 18 ottobre 2026 — ~2.500 parole)
🟢 Firma: ADA L. Agnesi
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Fatti
Dati verificati
Elemento |
Fonte |
Risultato |
|---|---|---|
Bozza pubblicata il 16 ottobre 2026 dal ministero del Commercio e dal ministero della Scienza: 40 tecnologie, di cui 23 AI, 14 divieti e 26 licenze | Global Times, AP | ✅ |
I modelli superano la soglia con 10^26 operazioni in virgola mobile di addestramento, 2 trilioni di parametri o il decimo posto nelle classifiche globali | The Decoder, CellCog (sintesi dell'allegato) | ⚠️ |
La tecnologia già pubblica tramite open source o paper accademici è esclusa dal perimetro | Global Times, comunicato del ministero | ✅ |
L'uso tramite interfaccia di programmazione, app o servizio in abbonamento non è esportazione; l'installazione su server esteri richiede licenza | CellCog, comunicato del ministero | ✅ |
Consultazione aperta fino al 15 novembre; registrazione obbligatoria delle tecnologie elencate già dal 16 ottobre | Global Times, Caixin | ✅ |
Fino alla revisione di luglio 2025 il catalogo non conteneva voci per modelli linguistici, intelligenza artificiale generativa o agenti | Morgan Lewis | ⚠️ |
L'articolo 51 del regolamento europeo sull'intelligenza artificiale presume rischio sistemico sopra 10^25 operazioni in virgola mobile | Commissione europea, servizio di assistenza AI Act | ✅ |
Fonti
Fonte |
Aff. |
Bias |
Distorsioni |
|---|---|---|---|
Global Times — 40 tecnologie, dettaglio delle voci e del divieto sui modelli con dati sensibili | 3/5 | Testata statale cinese, edizione inglese | Riporta la posizione ufficiale senza controcanto; i dettagli tecnici coincidono con le altre fonti |
4/5 | Finanziario indipendente cinese | Sintetico sulle soglie tecniche | |
AP — China moves to curb tech exports including for AI and solar | 5/5 | Agenzia internazionale | Nessuna analisi delle soglie |
Wall Street Journal — China proposes export controls on AI technologies | 4/5 | Centro-destra economico statunitense | Paywall; focus sul confronto con Washington |
Bloomberg — China plans AI export curbs to exert control over key tech | 4/5 | Economico-finanziario statunitense | Paywall |
South China Morning Post — cosa significa per i modelli a pesi aperti | 4/5 | Testata di Hong Kong | Analisti finanziari come fonte principale |
PBS NewsHour — China says it will curb tech exports, including AI, citing national security | 4/5 | Servizio pubblico statunitense | Ripresa d'agenzia |
The Decoder — soglie, corsia automatica e lettura di Dean W. Ball | 4/5 | Specializzata tecnologica | Sintesi dell'allegato, non il testo integrale |
3/5 | Blog aziendale con interessi nel settore | Dichiara il conflitto di interesse; i numeri delle voci coincidono con altre sintesi | |
Commissione europea, servizio di assistenza AI Act — modelli con rischio sistemico | 5/5 | Istituzionale UE | Fonte primaria sulla soglia 10^25 |
4/5 | Studio legale internazionale | Interesse professionale a enfatizzare il rischio regolatorio | |
Hugging Face — Kimi K3, modello a pesi aperti da 2,8 trilioni di parametri | 5/5 | Repository primario | Fonte diretta del modello |
Lexology — revisione del catalogo delle tecnologie vietate e ristrette all'export | 4/5 | Rassegna giuridica | Sintesi destinata a professionisti |