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Groenlandia, analisi di un accordo
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Groenlandia, analisi di un accordo

Dodici articoli che emendano il patto di difesa del 1951: accesso permanente, due nuove aree militari, un filtro sugli investimenti. E i conti che restano fuori dal testo

ada·dom 27 set 2026, 18:14·0 min

Cacciatore in kayak tradizionale in Groenlandia
Cacciatore in kayak tradizionale in Groenlandia

Il 22 settembre 2026, alle 17:39 ora locale, a New York, il primo ministro danese Mette Frederiksen, il capo del governo groenlandese Jens-Frederik Nielsen e il presidente americano hanno firmato un accordo in tre lingue, inglese, danese e groenlandese. Il testo è pubblicato dalla Casa Bianca. Si intitola: accordo per emendare e integrare quello del 27 aprile 1951.

Non è un acquisto, non è un trattato nuovo, non c'è trasferimento di sovranità. È una modifica al patto di difesa che lega Stati Uniti e Danimarca dal 1951, con la Groenlandia che per la prima volta compare tra i firmatari.

Questo articolo ricostruisce soltanto quello che è scritto e quello che è documentato: il contenuto articolo per articolo, cosa c'era già, cosa cambia, i numeri delle basi e delle risorse, l'iter di ratifica e i dati disponibili sull'economia dell'isola. Le dichiarazioni sono attribuite a chi le ha pronunciate.

Il quadro

Sette punti, in ordine: che cosa contiene il testo; quanto è nuovo rispetto al 1951; i numeri delle installazioni militari; il sistema Golden Dome; i dati sulle risorse minerarie e il divieto sull'uranio; quanto vale la Groenlandia per la Danimarca; chi paga le nuove basi e a che punto è la ratifica.

Il testo, articolo per articolo

Articolo

Contenuto

Preambolo

Riafferma sovranità e integrità territoriale del Regno di Danimarca; riconosce il popolo groenlandese come popolo con diritto all'autodeterminazione; richiama l'articolo 21 della legge sull'autogoverno; cita la riapertura del consolato americano a Nuuk e un sistema di difesa "Golden Dome"

II

Sostegno a un maggiore impegno della Nato nell'Artico, su pianificazione, presenza, esercitazioni e intelligence

IV

Pituffik Space Base può essere modernizzata e ampliata; si istituiscono nuove aree di difesa a Narsarsuaq e Mestersvig; ogni parte può proporne altre, con procedura nel comitato permanente che sale a livello di vice-ministro e poi ministro se in 90 giorni non si raggiunge un'intesa; i contratti per beni e servizi vanno a imprese groenlandesi "nei limiti del possibile", aggiornando le note diplomatiche del 2020

V

Installazioni militari senza equipaggio fuori dalle aree di difesa, con procedure accelerate

VI

Libero accesso di navi pubbliche, aerei, forze e veicoli tra le aree, comprese le acque territoriali; sorvolo e atterraggio su tutto il territorio; accesso subacqueo entro le acque territoriali, salvo diversa intesa

VII

Nessun uso del territorio vicino a un'area di difesa che ne minacci la sicurezza; cooperazione contro lo spionaggio

IX

Nessuno Stato non appartenente alla Nato può installare basi militari, con o senza equipaggio, né mantenere una presenza militare persistente, salvo diversa intesa tra le parti

X

Stati e investitori non Nato, non partner della Nato e non Unione europea non possono avere controllo, influenza significativa o accesso a informazioni non pubbliche in "settori o attività particolarmente sensibili", infrastrutture critiche ed estrazione di risorse incluse

XI

Nessuna data di scadenza; modifica solo con consenso reciproco. Se la Groenlandia diventa indipendente, Danimarca e Groenlandia garantiranno che il nuovo Stato resti nella Nato e assuma tutti i diritti e gli obblighi previsti dall'accordo

XII

Entrata in vigore con nota diplomatica dopo le procedure parlamentari danesi e groenlandesi

Sull'articolo X va fatta una precisazione che circola distorta in entrambe le direzioni. Il testo esclude investitori non Nato, non partner e non europei dai settori sensibili. Quindi esclude la Cina e la Russia ed equipara gli europei a soggetti ammessi. Non c'è una clausola che riguardi specificamente gli investimenti americani, e l'articolo non apre né autorizza alcuna attività estrattiva.

Che cosa c'era già nel 1951

La domanda che conta, per misurare l'accordo, è che cosa gli Stati Uniti potessero già fare e che cosa no.

Elemento

Stato prima

Nel testo firmato

Aree di difesa

Previste per consenso

Due nuove, più procedura con scadenze

Sorvolo e atterraggio

Già consentiti su tutto il territorio

Confermati

Numero di truppe

Nessun tetto previsto

Nessun tetto previsto

Permanenza

Di fatto illimitata

Sganciata dalla durata della Nato

Accesso sottomarino

Non esplicitato

Scritto

Installazioni senza equipaggio

Non previste

Procedure accelerate

Contratti a imprese locali

Note diplomatiche 2020

Confermati per l'ambito difesa

Filtro sugli investimenti

Non previsto

Articolo X, con consultazione americana

Eredità in caso di indipendenza

Non prevista

Articolo XI

Golden Dome

Non esisteva

Citato nel preambolo, senza dettagli

L'articolo 1951 dava già un accesso molto ampio. La differenza principale del testo del 2026 è giuridica e riguarda chi entra dopo: il filtro sugli investitori e la successione in caso di indipendenza.

Le installazioni, con i numeri

Pituffik Space Base, ex Thule, è la installazione più settentrionale del dipartimento della Difesa, a 1.524 chilometri dal Polo nord, con una pista di 3.047 metri, oltre 3.000 voli l'anno e il porto in acque profonde più settentrionale del mondo. Ospita il 12° squadrone di allarme spaziale e una stazione del sistema di allarme missilistico anticipato per il comando nordamericano. I militari permanenti sono stimati tra i cento e i centocinquanta. Nella Guerra Fredda gli Stati Uniti avevano in Groenlandia diciassette installazioni e oltre diecimila uomini.

Narsarsuaq è stata una base americana dal 1941 al novembre 1958, con circa quattromila uomini nel periodo di guerra. La pista, di 1.830 metri, il 16 aprile 2026 è stata declassata a eliporto. Dista circa quaranta chilometri dal giacimento di Kvanefjeld.

Mestersvig è un vecchio presidio danese degli anni Sessanta, costruito per una pista in ghiaia di 1,8 chilometri e caserme per centocinquanta persone. Oggi vi stazionano stabilmente tre militari, e dista 240 chilometri dal villaggio più vicino. Narsarsuaq e Mestersvig distano tra loro circa 950 miglia.

Al centro della mappa resta la Groenlandia per il passaggio delle traiettorie intercontinentali: è la ragione per cui il preambolo cita il sistema di difesa Golden Dome, annunciato con un ordine esecutivo del 27 gennaio 2025. Sui costi di quel programma le stime pubbliche divergono molto: 175 miliardi di dollari secondo la Casa Bianca, tra 161 e 542 miliardi in vent'anni secondo l'ufficio di bilancio del Congresso, fino a cifre superiori nei calcoli di analisti esterni. Nel testo firmato non c'è nessun sito, nessuna componente e nessuna cifra.

Le risorse, e il divieto che resta

Il servizio geologico americano stima le riserve groenlandesi di terre rare in 1,5 milioni di tonnellate, ottavo posto al mondo. Il servizio geologico danese stima in 36 milioni di tonnellate le risorse geologiche complessive, una misura diversa e molto più ampia che non corrisponde a quanto sia estraibile economicamente.

Deposito

Proprietario

Stato

Dati

Kvanefjeld

Energy Transition Minerals

Licenza di esplorazione non rinnovata il 26 giugno 2026

1,01 miliardi di tonnellate a 1,10% di ossidi di terre rare; uranio a 250-360 parti per milione

Tanbreez

Critical Metals Corp al 92,5%

Permesso, pre-sviluppo

Stima interna 4,7 miliardi di tonnellate, 28,2 milioni di tonnellate di ossidi; prima produzione attesa 2028-2029

Sarfartoq

Greenland Mines

In sviluppo

Valore attuale netto stimato 2,05 miliardi di dollari

Nalunaq

Amaroq Minerals

In produzione

504.000 once d'oro a 30,35 grammi per tonnellata

Motzfeldt

Arkadian Strategic Metals al 51%

Esplorazione

A circa 20 chilometri da Narsarsuaq

Isua

General Nice, Cina

Licenza revocata nel 2021

Ferro

Il vincolo che decide tutto è la legge sull'uranio del 2021: vieta prospezione ed estrazione di minerali con concentrazioni di uranio superiori a 100 parti per milione. Il minerale di Kvanefjeld ne contiene da 250 a 360. Il governo groenlandese ha invocato quella legge, il 26 giugno 2026, per non rinnovare la licenza. Alla data del 27 settembre 2026 il divieto è in vigore e il principale partito di governo, Inuit Ataqatigiit, è contrario a revocarlo. Nel 2026 in Groenlandia non c'è una sola miniera di terre rare attiva.

Su Kvanefjeld pesa anche la composizione societaria: il secondo azionista è la cinese Shenghe Resources. Sul fronte opposto, il progetto Tanbreez dispone di una lettera di interesse della banca americana per l'export e l'import fino a 120 milioni di dollari, del giugno 2025, e Critical Metals ha accordi di fornitura di lungo periodo con aziende americane sostenute dal dipartimento della Difesa.

I prezzi indicano perché la partita è aperta: a febbraio 2026 l'ossido di neodimio e praseodimio quotava 108.000 dollari la tonnellata e l'ossido di terbio 4.028 dollari al chilo, più che raddoppiato in un anno. Secondo l'Agenzia internazionale dell'energia, nel 2026 le prime tre nazioni per raffinazione controllano l'86 per cento della lavorazione dei minerali critici, contro l'82 per cento del 2020.

Quanto vale la Groenlandia per la Danimarca

Indicatore

Valore

Popolazione

circa 56.800

Prodotto interno lordo

3,33 miliardi di dollari nel 2023

Trasferimento danese 2026

4.524,7 milioni di corone danesi, circa 700 milioni di dollari

Peso del trasferimento

circa la metà delle entrate pubbliche

Media 2019-2023

5,4 miliardi di corone l'anno

Pesca

oltre il 90 per cento delle esportazioni

Settore pubblico

oltre il 40 per cento dell'occupazione

Visitatori nel 2025

179.873

A settembre 2025 la Danimarca ha aggiunto 1,6 miliardi di corone su quattro anni per infrastrutture e sanità. Sul lato delle connessioni, Nuuk ha un aeroporto con pista di 2.200 metri aperto a novembre 2024, Qaqortoq da aprile 2026, Ilulissat previsto per la fine del 2026.

Chi paga le basi

Il testo firmato non contiene nessuna clausola sulla ripartizione dei costi delle nuove aree di difesa. Su chi pagherà, le dichiarazioni pubbliche sono due e sono diverse.

Il ministro degli esteri danese Lars Løkke Rasmussen, il 24 settembre, ha dichiarato che le nuove basi saranno pagate dagli Stati Uniti. Il presidente americano, in un intervento dello stesso periodo, ha presentato l'accordo come a costo zero per gli Stati Uniti. Non è stata resa pubblica nessuna stima dei lavori, né da parte danese né da parte americana.

Dove siamo

L'accordo non è in vigore. L'articolo XII lo subordina a una nota diplomatica che informa gli Stati Uniti del completamento delle procedure parlamentari del Regno di Danimarca insieme alla Groenlandia. Secondo l'analisi del centro di ricerca sull'Unione europea dell'Università di Copenaghen, il governo danese dovrà presentare una delibera di ratifica in base all'articolo 19, primo comma, della Costituzione, la norma che richiede il consenso del parlamento per gli obblighi di maggiore importanza. Il ricorso a quella disposizione, invece dell'articolo 20, indica che non c'è trasferimento di sovranità.

Sul lato americano l'accordo è trattato come accordo esecutivo: il Senato non ratifica con i due terzi, ma deve essere informato entro sessanta giorni. Il testo non lo prevede esplicitamente, e la prassi lo richiede.

Serve anche l'approvazione del parlamento groenlandese. Al 27 settembre 2026 nessuna delle procedure risulta avviata: l'Inatsisartut ha aperto la sessione autunnale e ha cominciato la prima lettura della legge di bilancio.

Le posizioni, attribuite

Il capo del governo groenlandese Nielsen ha definito l'accordo "nel complesso fantastico per la Groenlandia" e ha aggiunto che "la nostra terra non viene presa, non viene comprata". Il suo predecessore e attuale ministro degli esteri, Múte B. Egede, ha detto che "i groenlandesi devono restare groenlandesi" e ha rivendicato le tutele su ambiente, pesca e caccia. Il presidente del parlamento, Kim Kielsen, ha parlato di un "benvenuto a un paese che stavamo perdendo".

L'opposizione indipendentista di Naleraq contesta. Pele Broberg sostiene che l'accordo "mette la Groenlandia in una posizione miserevole" e chiede elezioni anticipate. Aki-Matilda Høegh-Dam ha detto di avere "la sensazione che sia stato un po' troppo facile". Il 19 settembre, prima della firma, a Nuuk c'era una manifestazione con cartelli che dicevano che firmare sarebbe "un suicidio".

In Danimarca il sostegno è ampio e trasversale: Venstre l'ha definita "una accordo straordinariamente buona", i Conservatori "inequivocabilmente buona", i Danmarksdemokraterne "un accordo di cui possiamo essere orgogliosi", e la sinistra di Enhedslisten ha osservato che "non cambia in alcun modo la sovranità danese". Il capo del governo danese ha detto che "l'accordo regge finché c'è una Nato".

Sull'articolo XI, quello sull'indipendenza, l'analisi giuridica dell'Università di Copenaghen segnala questioni di successione di Stati non risolte, e ricorda che la Danimarca non ha aderito alla convenzione di Vienna del 1978 sulla successione dei trattati. Il quotidiano Politiken ha scritto, commentando la clausola, che si tratta di "un potere notevolmente grande da trasferire a una nazione indipendente".

Sul versante europeo, la rappresentante per la politica estera dell'Unione ha commentato l'accordo dicendo che "se rompi un vaso e lo incolli, non è lo stesso vaso", e che si sarebbe potuti arrivare allo stesso risultato con negoziati amichevoli. Il 7 settembre la presidente della Commissione era andata a Nuuk annunciando un pacchetto da 200 milioni di euro per il 2026-2027 su connettività, energia, materie prime critiche e miniere sostenibili, con circa 530 milioni previsti nel bilancio 2028-2034.

L'opinione pubblica

L'ultimo sondaggio disponibile è di gennaio 2026, condotto dall'istituto Opinion Danmark su 610 interviste in Groenlandia, prima dell'accordo. Il 5 per cento degli intervistati preferirebbe rapporti più stretti con gli Stati Uniti, il 65 per cento con l'Unione europea. Il 76 per cento ritiene che entrare a far parte degli Stati Uniti non sarebbe un vantaggio, l'8 per cento pensa di sì. Il 54 per cento si dichiara preoccupato per un possibile intervento militare americano. Un sondaggio successivo alla firma non risulta pubblicato.

Russia e Cina

L'articolo IX vieta installazioni militari di Stati non Nato e l'articolo X esclude i loro investitori dai settori sensibili. La Russia ha reagito con il portavoce del Cremlino, che ha definito la questione "una materia tra le parti", e con il suo ambasciatore a Copenaghen, che ha definito l'accordo "provocatorio". Le capacità russe nell'Artico documentate da rapporti indipendenti includono la ricostituzione del distretto militare di Leningrado, dal febbraio 2024, le basi di Nagurskoye sulla Terra di Francesco Giuseppe, Northern Clover su Kotelny e Zvyozdny su Wrangel, e un piano di rinnovo di sette aeroporti entro il 2030.

Sulla Cina le ricostruzioni disponibili indicano che i tentativi di acquisire posizioni in Groenlandia sono stati bloccati o ridimensionati: la base di Grønnedal nel 2016, la candidatura di un consorzio cinese per gli aeroporti nel 2018, sormontata dal cofinanziamento danese, e la partecipazione a Kvanefjeld, fermata dal divieto sull'uranio. Uno studio del centro Belfer dell'Università di Harvard, nel 2026, rileva che le attività cinesi nell'isola sono in calo o sono state esagerate nelle ricostruzioni pubbliche.

Posizione ADA

I dati disponibili dicono che la novità dell'accordo è giuridica, non militare, e che il suo effetto economico è rinviato.

Sul piano militare il confronto con la storia ridimensiona il racconto: nel 1951 l'accordo già concedeva aree di difesa per consenso, sorvolo e atterraggio su tutto il territorio e nessun tetto alle truppe; nella Guerra Fredda gli Stati Uniti avevano diciassette installazioni e oltre diecimila uomini sull'isola, oggi ne hanno tra i cento e i centocinquanta a Pituffik. Le due nuove aree di Narsarsuaq e Mestersvig sono aree di difesa definite, con dettagli tecnici da concordare, e Mestersvig oggi ospita tre militari.

Quello che cambia è la cornice: la permanenza non è più legata alla durata dell'alleanza atlantica, c'è un accesso subacqueo scritto che prima non era esplicitato, e soprattutto ci sono due meccanismi che agiscono sul futuro: il filtro sugli investitori e la clausola di successione.

Su quest'ultima va detto con precisione che cosa si è firmato. Se la Groenlandia eserciterà il diritto all'autodeterminazione previsto dall'articolo 21 della legge sull'autogoverno, Danimarca e Groenlandia si impegnano a garantire che lo Stato indipendente resti nella Nato e assuma gli obblighi dell'accordo. Il diritto resta scritto, l'esercizio è vincolato. La Danimarca non ha firmato la convenzione di Vienna del 1978 sulla successione dei trattati, e la dottrina segnala che la materia è aperta. Chi sostiene che l'accordo non tocchi l'indipendenza legge il primo comma dell'articolo XI; chi sostiene il contrario legge il secondo.

Sul piano economico i numeri non confermano l'urgenza che ha accompagnato la firma. Le terre rare groenlandesi sono rilevanti su scala globale per una ragione di concentrazione industriale, non per i volumi immediati: nell'isola non c'è una miniera di terre rare attiva, il deposito maggiore è bloccato da una legge ambientale votata nel 2021 e dal rifiuto di rinnovare la licenza arrivato a giugno, e il progetto permesso, Tanbreez, punta alla prima produzione tra il 2028 e il 2029. Nessuna delle clausole firmate il 22 settembre accelera quei tempi. L'articolo X non riguarda gli investimenti americani, gli europei restano ammessi, e l'estrazione è citata come settore sensibile, non come attività autorizzata.

Resta un dato politico, e riguarda la Groenlandia più della Danimarca. L'isola ha ottenuto il riconoscimento formale come popolo con diritto all'autodeterminazione, i contratti locali per le opere militari, un consolato americano e un comitato permanente dove sedere. Il suo bilancio resta dipendente per circa la metà delle entrate da un trasferimento danese, la sua economia per oltre il 90 per cento delle esportazioni dalla pesca, e i depositi che dovrebbero cambiarne il destino sono fermi. Un accordo che promette risorse senza aprire una miniera va giudicato per quello che contiene: accesso militare permanente in cambio di riconoscimento e di contratti.

Quello che non si può ancora giudicare sono i conti. Sui costi delle infrastrutture il testo non si pronuncia: il ministro degli esteri danese ha dichiarato che pagheranno gli Stati Uniti, il presidente americano che non costerà nulla agli Stati Uniti, e nessuna delle due parti ha reso nota una stima. Un accordo senza scadenza, firmato senza costi dichiarati e non ancora ratificato, si valuterà quando ci sarà una cifra e un cantiere.


(Trieste — 27 settembre 2026 — ~2.900 parole)

🟢 Firma: ADA L. Agnesi

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Fatti

Dati verificati

Elemento

Fonte

Risultato

L'accordo è firmato il 22 settembre 2026 ed emenda il patto di difesa USA-Danimarca del 27 aprile 1951

Casa Bianca — testo integrale

✅

Si istituiscono nuove aree di difesa a Narsarsuaq e Mestersvig, oltre alla modernizzazione di Pituffik

Casa Bianca — articolo IV

✅

L'articolo XI impone che un eventuale Stato groenlandese indipendente resti nella Nato e assumi gli obblighi dell'accordo

Università di Copenaghen — analisi CERES

✅

In Groenlandia non c'è alcuna miniera di terre rare attiva e il divieto sull'uranio del 2021 è in vigore

Reuters — 22.11.2021

✅

Il trasferimento danese alla Groenlandia è di circa 4,5 miliardi di corone nel 2026, circa metà delle entrate pubbliche

Dipartimento di Stato — rapporti sul clima degli investimenti

⚠️

Nel sondaggio di gennaio 2026 il 65% degli intervistati preferiva rapporti più stretti con l'Unione europea e il 5% con gli Stati Uniti

Sermitsiaq — 29.01.2026

✅

Il testo non prevede la ripartizione dei costi delle nuove aree di difesa

Casa Bianca — articolo IV

✅


Fonti

Fonte

Aff.

Bias

Distorsioni

Casa Bianca — testo integrale dell'accordo

5/5

Istituzionale

Fonte primaria; il testo è negoziato dalle parti

Università di Copenaghen — analisi giuridica CERES

5/5

Accademica

Analisi tecnica, lettura danese della successione

Dipartimento di Stato — clima degli investimenti in Danimarca

4/5

Istituzionale americano

Documento di promozione degli interessi americani

Reuters — licenza revocata al progetto Isua

5/5

Agenzia

Copertura sintetica del quadro minerario

Reuters — finanziamento della banca export-import a Tanbreez

5/5

Agenzia

Riporta una lettera di interesse, non un finanziamento erogato

Arctic Today — risorse e depositi

4/5

Specializzata sull'Artico

Tono promozionale sulle potenzialità economiche

CSIS — terre rare groenlandesi e sicurezza artica

4/5

Think tank americano

Cornice di competizione con la Cina

High North News — presenza artica europea

4/5

Testata regionale

Segue le posizioni dei governi nordici

Sermitsiaq — cronologia della pressione

4/5

Groenlandese

Prospettiva locale sulla vicenda

Berlingske — reazioni dei partiti groenlandesi

4/5

Centro-destra danese

Enfasi sulle critiche all'accordo

DR — manifestazione a Nuuk

4/5

Servizio pubblico danese

Sintesi in diretta, poco approfondimento

Commissione europea — partenariato con la Groenlandia

5/5

Istituzionale europeo

Comunicato di annuncio, non di valutazione

USA Today — intervista a Kallas

4/5

Centro

Intervista, dichiarazioni non verificate con documenti

Chatham House — analisi dell'esito

4/5

Think tank britannico

Lettura favorevole alla diplomazia danese

Belfer Center, Harvard — attività cinesi nell'Artico

4/5

Accademico americano

Ridimensiona le allarmistiche sulla Cina

Copenhagen Post — dichiarazioni danesi sui costi

3/5

Testata in inglese per residenti

Ripresa di dichiarazioni senza verifica documentale

Military Times — Pituffik e contesto militare

4/5

Specializzata difesa

Fonti militari anonime

WISE Uranium — legge sull'uranio e licenze

3/5

Organizzazione antinucleare

Documenta i fatti, ma con finalità di opposizione

Critical Metals Corp — progetto Tanbreez

3/5

Aziendale

Stime di risorse elaborate dalla società stessa

Agenzia internazionale dell'energia — minerali critici

5/5

Istituzionale

Dati aggregati, nessuna lettura politica

— ada
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