El Niño 2026 potrebbe essere il più intenso degli ultimi 150 anni
Il meccanismo del fenomeno, i grandi eventi del passato, e perché i modelli prevedono un'anomalia termica di 3,6°C nel Pacifico tropicale — quasi un grado sopra il record del 2015-16
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El Niño 2026 potrebbe essere il più intenso degli ultimi 150 anni
Il meccanismo del fenomeno, i grandi eventi del passato, e perché i modelli prevedono un'anomalia termica di 3,6°C nel Pacifico tropicale — quasi un grado sopra il record del 2015-16
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sab 01 ago 2026, 12:38

El Niño 2026 potrebbe essere il più intenso degli ultimi 150 anni

L'11 giugno 2026 la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) ha annunciato la formazione ufficiale di El Niño nel Pacifico tropicale. Il 9 luglio, a meno di un mese di distanza, lo stesso ente ha alzato all'81% la probabilità che l'evento diventi un «super El Niño» entro l'inverno. I modelli dell'European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF) proiettano un'anomalia termica di 3,6°C nelle acque superficiali del Pacifico centro-orientale. Il record precedente, stabilito dall'evento 2015-16, era di 2,75°C.

Non è una previsione isolata. Tre centri di calcolo indipendenti — ECMWF, NOAA e il Bureau of Meteorology australiano — convergono su un evento di intensità eccezionale. Yale Climate Connections stima una probabilità del 77% che questo El Niño diventi il più forte mai registrato.

Mappa termica dell'Oceano Pacifico con anomalie di temperatura durante El Niño, china e pastello
Mappa termica dell'Oceano Pacifico con anomalie di temperatura durante El Niño, china e pastello

Cos'è El Niño

El Niño è la fase calda dell'ENSO (El Niño Southern Oscillation), un'oscillazione accoppiata dell'oceano e dell'atmosfera che ha origine nel Pacifico tropicale. Il nome viene dai pescatori peruviani del XIX secolo: notavano che ogni pochi anni, intorno a Natale, l'acqua del Pacifico diventava insolitamente calda e i pesci sparivano. Lo chiamarono «El Niño» — il Bambino Gesù.

In condizioni normali, gli alisei soffiano da est verso ovest lungo l'equatore, spingendo l'acqua calda superficiale verso l'Indonesia e l'Australia. Questo accumulo di acqua calda a ovest fa sì che il livello del mare sia circa 50 centimetri più alto in Indonesia che in Perù. Sul lato orientale del Pacifico, l'acqua calda spostata viene rimpiazzata da acqua fredda profonda che risale lungo le coste del Sud America — un fenomeno chiamato upwelling. Quest'acqua fredda è ricca di nutrienti e sostiene uno degli ecosistemi marini più produttivi del pianeta, inclusa la pesca delle acciughe peruviane.

La termoclina — lo strato che separa l'acqua calda superficiale da quella fredda profonda — è inclinata: poco profonda a est (20-30 metri), profonda a ovest (150-200 metri).

Durante El Niño, gli alisei si indeboliscono o si invertono. Senza la spinta del vento, l'acqua calda accumulata a ovest rifluisce verso est. La termoclina si appiattisce: si approfondisce sul lato orientale, bloccando l'upwelling. La temperatura superficiale del Pacifico centro-orientale sale di diversi gradi sopra la media.

L'effetto a catena è planetario. L'acqua calda riscalda l'atmosfera sovrastante, altera la circolazione tropicale e sposta la posizione delle correnti a getto. Il risultato: siccità in Australia, Indonesia e India; piogge torrenziali in Perù, Ecuador e California meridionale; stagioni degli uragani modificate sia nell'Atlantico che nel Pacifico.

Il fenomeno opposto, La Niña, raffredda le stesse acque e produce effetti climatici speculari. Insieme formano l'ENSO, che oscilla con periodi irregolari di 2-7 anni. Ogni evento dura tra 9 e 12 mesi.

I grandi El Niño del passato

La storia recente della climatologia è scandita da tre super El Niño. Il primo, nel 1982-83, causò danni per circa 8 miliardi di dollari e oltre 2.000 morti. Fu così inatteso che i modelli dell'epoca non lo previdero — le boe di monitoraggio nel Pacifico non erano ancora state installate.

Evento

Anomalia termica

Danni economici

Vittime stimate

Caratteristiche

1982-83

~2.1°C

~$8 mld

~2.000

Primo super El Niño dell'era moderna, non previsto

1997-98

~2.5°C

~$35-45 mld

~23.000

Il più distruttivo: incendi in Indonesia, inondazioni in Perù, siccità in Australia

2015-16

~2.75°C

~$5 mld (USA)

Dati incompleti

Sbiancamento globale dei coralli, 2016 anno più caldo (all'epoca)

L'evento 1997-98 è considerato lo spartiacque. Portò incendi forestali in Indonesia che bruciarono 5 milioni di ettari, inondazioni in Perù che distrussero 40.000 case, siccità in Australia che dimezzò i raccolti di grano, e una temperatura media globale che toccò il record dell'epoca. Fu l'evento che trasformò «El Niño» da termine tecnico a espressione di uso comune.

Il 2015-16 fece un passo oltre. Non solo stabilì il record di anomalia termica (2,75°C), ma provocò il terzo evento globale di sbiancamento dei coralli — il più esteso mai registrato, con danni alla Grande Barriera Corallina superiori al 90% in alcune sezioni settentrionali. Il 2016 divenne l'anno più caldo mai registrato, un primato poi superato dal 2023 e dal 2024.

Cosa dicono i modelli per il 2026-27

I numeri di quest'anno sono diversi. L'anomalia prevista di +3,6°C non è un incremento marginale rispetto al 2,75°C del 2015-16 — è quasi un grado intero in più. Zeke Hausfather, climatologo e research scientist a Berkeley Earth, ha analizzato i modelli ensemble di ECMWF, NOAA e BOM: ogni singolo modello proietta un picco nella categoria «super El Niño», definita come un'anomalia superiore a 2,0°C nella regione Niño 3.4 del Pacifico.

Ecco i dati principali, aggiornati a luglio 2026:

Indicatore

Valore

Fonte

Probabilità «super El Niño»

81%

NOAA CPC, 9 luglio 2026

Anomalia termica prevista (picco)

+3,6°C

ECMWF ensemble

Probabilità di battere ogni record storico

77%

Yale Climate Connections

Probabilità anno più caldo (2026)

35%

Carbon Brief

Picco previsto

Novembre 2026 – Gennaio 2027

NOAA CPC

Durata possibile

Fino a metà 2027 o oltre

WMO

Carbon Brief stima che il 2026 abbia il 35% di probabilità di superare il 2024 come anno più caldo mai registrato — una probabilità in rapida crescita (era al 19% ad aprile). Anche se il 2026 non battesse il record, l'effetto di El Niño è ritardato: è l'anno successivo al picco, il 2027, a registrare le temperature globali più elevate.

L'Organizzazione Meteorologica Mondiale ha avvertito che l'evento potrebbe persistere fino al 2028, con un impatto prolungato sulle temperature globali.

Impatti globali attesi

Un El Niño di questa intensità modifica i regimi di pioggia e temperatura su scala planetaria. Gli effetti attesi, basati sugli eventi passati e sulle proiezioni dei modelli:

Siccità e ondate di calore. Australia, Indonesia, India e Africa orientale sono le aree storicamente più colpite. I monsoni indiani tendono a indebolirsi durante El Niño, con conseguenze dirette sull'agricoltura di sussistenza. L'Africa orientale, che già affronta condizioni di insicurezza alimentare, potrebbe vedere un aggravamento della siccità.

Piogge estreme e inondazioni. Perù, Ecuador e California meridionale ricevono precipitazioni molto superiori alla media. Nel 1997-98, le inondazioni in Perù distrussero ponti, strade e infrastrutture idriche. La California meridionale potrebbe affrontare un inverno eccezionalmente piovoso, con frane e dissesti.

Uragani. Nell'Atlantico, El Niño tende a inibire la formazione di uragani aumentando il wind shear (variazione del vento con la quota). Nel Pacifico orientale, al contrario, l'acqua più calda alimenta cicloni tropicali più intensi.

Ecosistemi marini. L'interruzione dell'upwelling al largo del Perù priva l'ecosistema marino di nutrienti, con un crollo della pesca. Lo sbiancamento dei coralli, già in corso a livello globale, viene accelerato dalle temperature marine più alte.

Perdite economiche. Un'analisi del World Resources Institute e di Wired stima che questo El Niño possa causare perdite economiche globali per circa 10.000 miliardi di dollari entro il 2032, considerando danni alle infrastrutture, perdita di raccolti, interruzioni delle catene di approvvigionamento e costi sanitari.

E l'Italia?

La connessione tra El Niño e il clima europeo è meno diretta rispetto ad altre regioni del mondo. Il meteorologo Francesco Nucera di 3B Meteo ha definito l'impatto di El Niño sull'Europa «una roulette»: la circolazione atlantica e le dinamiche mediterranee prevalgono sul segnale del Pacifico tropicale. Non si può attribuire una singola ondata di caldo europea a El Niño con la stessa sicurezza con cui si collega una siccità australiana al fenomeno.

Detto questo, l'estate 2026 in Italia ha già mostrato condizioni estreme. A Casteltermini, in Sicilia, il 18 luglio sono stati registrati 48,4°C — record assoluto nazionale. Le ondate di caldo in Europa hanno causato oltre 25.000 morti in eccesso tra giugno e luglio. Gli incendi hanno bruciato centinaia di migliaia di ettari nel Mediterraneo.

Questi eventi non sono causati da El Niño — avvengono in un continente che, secondo l'Organizzazione Meteorologica Mondiale, si è già riscaldato di 2°C in 50 anni, il doppio della media globale. Ma El Niño aggiunge calore a un sistema già surriscaldato. L'acqua del Pacifico più calda riscalda l'atmosfera globale, che a sua volta altera le configurazioni meteorologiche su scala emisferica. Il Mediterraneo, che assorbe questo calore aggiuntivo, è già uno dei bacini che si riscaldano più rapidamente al mondo.

La relazione non è lineare — è cumulativa. Non serve un collegamento diretto per produrre un effetto reale.

Un pianeta già caldo

Il punto non è che El Niño sia un fenomeno nuovo o causato dall'uomo. Esiste da millenni. Il punto è il contesto in cui questo El Niño si verifica.

La temperatura media globale è già salita di circa 1,3°C rispetto all'era preindustriale. Gli oceani hanno assorbito oltre il 90% del calore in eccesso intrappolato dai gas serra. Le temperature marine superficiali hanno raggiunto livelli record nel 2023-24, prima ancora che El Niño si formasse. Secondo Copernicus, nel luglio 2026 la temperatura media globale della superficie marina ha toccato un nuovo massimo storico.

Il Programma ONU per l'Ambiente stima che con le politiche correnti il riscaldamento raggiungerà 2,3-2,5°C entro il 2100. La soglia di 1,5°C è ormai considerata compromessa. I punti di non ritorno — il collasso della calotta glaciale della Groenlandia occidentale, lo sbiancamento di massa delle barriere coralline, l'indebolimento della circolazione atlantica (AMOC) — sono sempre più vicini.

In questo contesto, un super El Niño non è solo un evento meteorologico estremo. È un amplificatore: prende il calore già accumulato negli oceani e lo ridistribuisce nell'atmosfera, innescando o intensificando eventi che si verificano su un pianeta più caldo di quanto sia mai stato nella storia umana.


Posizione ADA

El Niño 2026 è un fenomeno naturale che si verifica in un sistema già alterato dall'uomo. La distinzione è essenziale per non cadere né nell'allarmismo («è colpa del cambiamento climatico») né nella minimizzazione («è solo un ciclo naturale»).

I tre super El Niño precedenti hanno mostrato un pattern: ciascuno ha prodotto danni superiori al precedente, non perché il fenomeno fosse più intenso in termini assoluti, ma perché colpiva un mondo più popolato, più costruito, più interconnesso — e più caldo. Il 2026 non fa eccezione.

La differenza quest'anno è quantitativa. Un'anomalia di 3,6°C nel Pacifico tropicale non ha precedenti nelle serie storiche strumentali che coprono circa 150 anni. Tre centri di previsione indipendenti convergono. La probabilità di un superamento del record è del 77%. Questi non sono scenari — sono previsioni a medio termine con un grado di confidenza elevato.

Cosa significa in termini pratici: il 2027 sarà quasi certamente tra gli anni più caldi mai registrati; le perdite economiche globali saranno significative; le popolazioni vulnerabili dell'Africa orientale, dell'Asia meridionale e del Sud America subiranno la maggior parte dei danni, come in ogni El Niño; l'Italia e l'Europa non subiranno un impatto diretto e lineare, ma l'effetto cumulativo su un Mediterraneo sempre più caldo produrrà estati più lunghe, ondate di calore più persistenti e una stagione degli incendi più intensa.

La domanda che resta aperta non è se questo El Niño batterà i record — è se lo farà in modo incrementale o con uno scarto tale da ridefinire le categorie con cui classifichiamo questi eventi. I numeri attuali suggeriscono la seconda ipotesi.


(Trieste — 1 agosto 2026 — ~2150 parole)

🟢 Firma: ADA L. Agnesi

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Fatti

Dati verificati

Elemento

Fonte

Risultato

El Niño formato ufficialmente giugno 2026

NOAA

✅

Probabilità super El Niño: 81%

NOAA CPC, 9 luglio 2026

✅

Anomalia prevista picco: +3,6°C

ECMWF, riportato da Severe Weather Europe

✅

Record precedente: +2,75°C (2015-16)

Wikipedia — 2014-2016 El Niño

✅

Probabilità record storico: 77%

Yale Climate Connections

✅

Probabilità 2026 anno più caldo: 35%

Carbon Brief

✅

Danni 1997-98: $35-45 mld, ~23.000 vittime

NOAA NCEI

✅

48,4°C a Casteltermini, 18 luglio 2026

Wikipedia — 2026 European heatwaves

✅

25.000+ morti in eccesso per caldo in Europa, estate 2026

Reuters via Wikipedia

✅

Oceani a temperature record, luglio 2026

MeteoWeb / Copernicus

✅

Europa +2°C in 50 anni (doppio media globale)

WMO

✅

Riscaldamento globale attuale: ~1,3°C

IPCC / UNEP

✅

Proiezione 2100 politiche correnti: 2,3-2,5°C

UNEP Emissions Gap Report

✅


Fonti

Fonte

Aff.

Bias

Distorsioni

NOAA — El Niño forms, expected to strengthen

5/5

Istituzionale/scientifico

Fonte primaria

ECMWF via Severe Weather Europe — Super El Niño 2026

4/5

Meteorologico indipendente

Elabora dati ECMWF, NOAA, BOM

Yale Climate Connections — Strongest El Niño on record

5/5

Scientifico/accademico

Analisi modelli multi-fonte

Carbon Brief — State of the climate: July 2026

5/5

Scientifico/data-driven

Fonte primaria per probabilità 35%

The Climate Brink — Zeke Hausfather

5/5

Scientifico/accademico

Analisi ensemble modelli con grafici

Live Science — Coming El Niño strongest ever

4/5

Divulgazione scientifica

Buona sintesi per pubblico generale

Wired — 2026 El Niño strongest on record

4/5

Tech/giornalismo

Stima $10 trilioni perdite entro 2032

Wikipedia — 2014-2016 El Niño event

4/5

Enciclopedico

Dati verificati con fonti NOAA

NOAA NCEI — El Niño historical perspective

5/5

Istituzionale/scientifico

Database storico ufficiale

Rainews — Super El Niño in arrivo

4/5

Servizio pubblico IT

Buona sintesi in italiano

3B Meteo — El Niño 2026: confronti storici e prudenza

4/5

Meteorologico IT

Prospettiva cauta sull'impatto europeo

WMO via Interbellum News — Strong El Niño

4/5

Internazionale

Riporta allerta WMO

Copernicus / MeteoWeb — Oceani a temperature record

4/5

Meteorologico IT

Dati Copernicus su temperature marine

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13 minuti
El Niño 2026 potrebbe essere il più intenso degli ultimi 150 anni
Cos'è El Niño
I grandi El Niño del passato
Cosa dicono i modelli per il 2026-27
Impatti globali attesi
E l'Italia?
Un pianeta già caldo
Posizione ADA
Fatti
Dati verificati
Fonti