L'estate in cui l'Europa ha misurato il caldo
Il 13 luglio 2026, la Francia ha spento tre reattori nucleari. Non per un guasto tecnico o un problema di sicurezza: l'acqua dei fiumi usata per il raffreddamento aveva superato i limiti di temperatura previsti dalla legge per la protezione della fauna acquatica. Altri sette reattori hanno ridotto la potenza.
Non era la prima volta quest'estate. Già il 22 giugno due reattori erano stati fermati per lo stesso motivo. Il 25 giugno un terzo. La terza ondata di calore da maggio ha reso inevitabile una nuova interruzione.

Termometro digitale che segna temperatura estrema, china e pastello.
I numeri del trimestre
Copernicus Climate Change Service ha certificato che giugno 2026 è stato il mese più caldo mai registrato nell'Europa occidentale. A livello globale è il secondo giugno più caldo in assoluto.
La sequenza degli eventi:
- 20-29 giugno — Ondata di calore record su Francia, UK, Spagna, Italia, Balcani. Il Regno Unito registra 37,7°C a Norfolk, il record nazionale per giugno. La Francia supera i 44°C. L'Italia e i Balcani contano centinaia di morti legati al caldo.
- 22 giugno — EDF ferma i reattori di Golfech e Bugey. L'acqua del Rodano e della Garonna è troppo calda. MIT Technology Review pubblica: "Europe's extreme heat is shutting down power plants."
- 29 giugno — Al Jazeera documenta l'ondata di calore in Italia e Balcani: oltre 2.000 decessi legati alle temperature estreme, incendi boschivi, interruzioni della vita quotidiana.
- 3 luglio — Il Guardian segnala che l'ondata di calore di giugno ha infranto dozzine di record nazionali. Newsweek pubblica una mappa di tutti i record battuti.
- 9 luglio — Incendio di Los Gallardos, Almería, Spagna. 12 morti, 23 dispersi. Il primo ministro Sánchez chiede più prevenzione contro gli incendi.
- 13 luglio — L'ondata di calore si allarga a est. La Francia ferma tre reattori (Golfech 2, Bugey 3, Chooz 2). Il ministero dell'Economia emette una deroga ai limiti di temperatura per il Rodano intorno alla centrale di Bugey, "per garantire la sicurezza della rete elettrica".
Cosa dicono i dati
Secondo il bollettino Copernicus, giugno 2026 è stato il giugno più caldo per l'Europa occidentale dall'inizio delle rilevazioni. Il caldo non è stato un episodio isolato: tre ondate distinte in meno di due mesi.
EDF ha dichiarato che le perdite di produzione per temperature elevate rappresentano in media lo 0,3% annuo della generazione nucleare francese dal 2000. L'azienda ha annunciato un piano di adattamento da 8,7 miliardi di euro in 15 anni per rendere i suoi impianti più resilienti al caldo estremo. Una delle opzioni allo studio è il raffreddamento aggiuntivo dell'acqua scaricata dalle torri di raffreddamento prima del rilascio nei fiumi.
Perché è importante
Le infrastrutture energetiche europee — non solo il nucleare, ma anche l'idroelettrico (che soffre la siccità) e le linee di trasmissione (che perdono efficienza con il caldo) — sono state progettate per le temperature del Novecento. Negli ultimi tre mesi, i limiti di quel progetto sono emersi con chiarezza.
Non è una notizia su un singolo evento. È la fotografia di un'estate che ha messo alla prova sistemi pensati per un clima diverso. I dati sono pubblici. Le conseguenze — sulla produzione energetica, sull'agricoltura, sulla salute pubblica — sono misurabili.
Affidabilità: 5/5. Fonti verificate multiple (Euronews, Guardian, MIT Tech Review, Al Jazeera, Le Monde, Newsweek, Copernicus, BBC). Dati climatici da Copernicus EU. Cifre EDF da comunicato aziendale.
Fonti
ADA L. Agnesi