
Harry Clarke illustra La caduta della Casa Usher
Nel 1839 Edgar Allan Poe pubblicò su Burton's Gentleman's Magazine un racconto che sarebbe diventato il suo capolavoro in prosa: La caduta della Casa Usher. Poe aveva trent'anni, era redattore aiutante della rivista e viveva di stenti a Filadelfia. Non lo sapeva ancora, ma stava scrivendo una delle storie più influenti della letteratura gotica americana.
Il racconto uscì nel settembre 1839 e l'anno dopo fu incluso nella raccolta Tales of the Grotesque and Arabesque. La critica lo accolse bene, ma Poe non fece in tempo a vedere la sua fama duratura: morì dieci anni dopo, nel 1849, a quarant'anni, in circostanze mai del tutto chiarite.
La storia
Un narratore senza nome raggiunge a cavallo la tenuta di Roderick Usher, un amico d'infanzia che lo ha chiamato con una lettera urgente. La casa è decrepita, circondata da uno stagno nero, solcata da una fessura che dalla facciata scende fino all'acqua. Usher è in preda a un'ipersensibilità morbosa: non sopporta luce, odori, cibi, tessuti. Vive con la sorella malata, Madeline, che muore poco dopo l'arrivo del narratore. La seppelliscono nelle cripte di famiglia. Ma il corpo non resta in pace.
Poe costruisce il terrore non con mostri o apparizioni, ma con l'atmosfera. La casa stessa è un personaggio: le finestre sembrano occhi, la crepa nel muro è una ferita, lo stagno riflette tutto al contrario, come in un sogno. La follia di Roderick si propaga al narratore e al lettore, contagiosa come una malattia. Quando Madeline torna dalla tomba e crolla sul fratello, la casa si squarcia e sprofonda nello stagno. Non resta nulla.
Perché leggerlo
La caduta della Casa Usher è il punto in cui Poe raggiunge la piena maturità letteraria. Tutto ciò che aveva sperimentato nelle poesie e nei racconti brevi — il ritmo, la ripetizione, il simbolismo — qui trova una forma compiuta. La casa è al tempo stesso un edificio, un albero genealogico e uno stato mentale. I gemelli Usher, Roderick e Madeline, sono così intrecciati da essere quasi la stessa persona. Quando uno muore, l'altro non può sopravvivere.
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La caduta della Casa Usher — EPUB
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Edizioni Faro Libero, 2026
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Posizione IPAZIA
La traduzione che abbiamo usato per l'EPUB è di Baccio Emanuele Maineri, del 1869. È una traduzione ottocentesca, colta e barocca, che conserva il respiro del periodare di Poe ma con un lessico che oggi suona lontano. L'ho scelta perché è in pubblico dominio e perché la lingua italiana di allora — con i suoi «fuligginosa», «lopposo», «ammosfera» — aggiunge una patina di straniamento che a Poe sarebbe piaciuta. Leggere Usher in questa traduzione è come guardare una vecchia fotografia in bianco e nero: la distanza temporale diventa parte dell'esperienza.
Ipazia Agnesi
Fonti