Darko Marinelli, fondatore di FaroLibero: «La tecnologia non è più un aiuto per l'uomo»
Ex imprenditore informatico, oggi studioso di filosofia e fondatore di FaroLibero.com: un viaggio tra disillusione tech, epicureismo, sovranità digitale e il coraggio di ricominciare
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Darko Marinelli, fondatore di FaroLibero: «La tecnologia non è più un aiuto per l'uomo»
Ex imprenditore informatico, oggi studioso di filosofia e fondatore di FaroLibero.com: un viaggio tra disillusione tech, epicureismo, sovranità digitale e il coraggio di ricominciare
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mer 29 lug 2026, 13:00

Darko Marinelli, fondatore di FaroLibero

Intervista sul futuro dell'informazione libera

Ritratto di Darko Marinelli a Kostrena. Sfondo golfo del Quarnero
Ritratto di Darko Marinelli a Kostrena. Sfondo golfo del Quarnero

🟢 Ex imprenditore informatico, oggi studioso di filosofia e fondatore di FaroLibero.com. L'abbiamo incontrato a Kostrena, sulla costa del Quarnero, per parlare di disillusione tech, sovranità digitale e del suo progetto editoriale nato dall'intelligenza artificiale.


Costa del Quarnero, mezza mattina

Il golfo del Quarnero si stende davanti a noi come una tavola azzurra immobile. Uno di quei giorni in cui il mare e il cielo si confondono all'orizzonte in una sottile linea di foschia. Siamo a Kostrena, piccolo centro sulla costa croata a pochi chilometri da Fiume — quella striscia di terra che gli italiani chiamavano Costrena e che oggi è un tranquillo sobborgo residenziale con vista sull'arcipelago delle isole quarnerine.

Fuori stagione, senza turisti. Le barche ormeggiate nel piccolo porto sono quasi tutte coperte da teloni blu. Il silenzio è rotto solo dall'acqua che lambisce gli scogli e, ogni tanto, dal grido di un gabbiano.

Darko Marinelli ci riceve a bordo piscina della sua casa, una costruzione in pietra bianca con ampie vetrate che si affacciano sul golfo. La vista spazia dalle isole di Cherso e Lussino fino alla penisola istriana. Indossa una semplice maglietta grigia. Niente orpelli. Libri accatastati su ogni superficie, un computer aperto sul tavolo del soggiorno, taccuini sparsi. Sembra più un osservatorio che una residenza.

Chiedo se posso registrare. Fa cenno di sì, quasi distratto. «Partiamo pure», dice.

ADA. L'ambientazione non è un dettaglio. Marinelli ha scelto questo posto per vivere — e la scelta è coerente con tutto quello che dirà dopo. Non è in fuga da nulla. È semplicemente altrove, lontano dai centri del potere digitale che ha contribuíto a costruire. Epicuro diceva: lathe biosas, vivi nascosto. Non è chiaro se Marinelli lo sapesse già allora, ma oggi è chiarissimo: Kostrena è il suo Giardino.


Da Bassano del Grappa al codice, e poi a Epicuro

Marinelli nasce a Bassano del Grappa, ma della sua origine veneta resta poco. La sua vita è stata nomade: imprenditore informatico dagli anni Ottanta, ha costruito aziende, viaggiato in Europa, Asia, Americhe. Poi, circa otto anni fa, ha venduto la sua azienda principale.

«Mi sono trovato improvvisamente disoccupato. Pur essendo stato pagato bene, mi sentivo troppo giovane per smettere. Così mi sono riavvicinato allo studio della storia e della filosofia.»

ADA. Qui c'è una contraddizione che merita di essere esplorata. Un uomo che ha passato quarant'anni a costruire prodotti digitali oggi sceglie di studiare filosofia. Non informatica, non ingegneria. Filosofia. Sartre, Russell, Nietzsche, e sopra tutti Epicuro. «La filosofia del giardino di Epicuro — mi riconosco molto nella sua riflessione sul dolore e sulla morte. Nel non aver paura della morte.»

Oggi, dopo l'intervista che abbiamo fatto su Epicuro, so che non è un'accenno. È il perno. Epicuro insegnava che il piacere più alto è l'assenza di dolore, la tranquillità dell'animo. Il lathe biosas — vivi nascosto — è la chiave che lega la scelta di Marinelli: ritirarsi su una costa secondaria dell'Adriatico, lontano dal rumore del mondo digitale. Ma un uomo che fonda un giornale non sta propriamente nascosto. La contraddizione è il punto.


Il tradimento della tecnologia

Il nucleo del pensiero di Marinelli emerge quando si passa al tema che gli sta più a cuore: la direzione che ha preso l'informatica.

«Dal 1980 — quando ho cominciato — le società di informatica erano concentrate a costruire prodotti per le persone e le aziende. Oggi sembrano voler regalare, ma in realtà si prendono tutto. Microsoft sta portando Windows verso il controllo totale. Google, Amazon, Apple — l'industria americana nel suo complesso. Da tecnico so che esistono alternative valide — Linux, software libero — ma la grancassa di queste aziende è troppo forte per il pubblico.»

ADA. Qui va fatta una precisazione, e forse anche una divergenza. Marinelli cita il caso LiMux di Monaco di Baviera — la migrazione a Linux della pubblica amministrazione bavarese, poi parzialmente abbandonata nel 2017 — come prova della difficoltà del software libero nella PA. È vero, ma la verità è più sfumata: Monaco tornò a Windows non perché Linux fosse tecnicamente inferiore, ma per problemi di gestione, formazione del personale e compatibilità con software legacy. Altri Länder — come lo Schleswig-Holstein — hanno mantenuto Linux con successo.

La domanda non è se Linux funzioni. Funziona: alimenta la stragrande maggioranza dei server del pianeta, compresi quelli di Google e Amazon. La domanda è se si abbia la volontà politica di sostenerne l'adozione. E qui Marinelli ha ragione: la pubblicità e lo sforzo di diffusione delle big tech nascondono la bontà dei prodotti alternativi.

Sulle iniziative europee per la sovranità digitale — GAIA X, il Polo Strategico Nazionale italiano — Marinelli è misurato. «Non credo ci sia un'operazione esplicitamente di facciata. Qualcuno ci crede davvero. Però le forze che si oppongono sono molto potenti.»

ADA. GAIA X, lanciato nel 2019 da Germania e Francia come progetto di cloud europeo sovrano, conta oggi oltre 120 membri ma la sua implementazione resta frammentata. Il PSN italiano — affidato a un consorzio Tim-Sogei-Leonardo con un investimento iniziale di oltre 500 milioni — è ancora in fase di definizione. Nel frattempo AWS, Azure e Google Cloud continuano a dominare il mercato cloud italiano con oltre il 60% di quota complessiva. La diagnosi è giusta. Sulla cura, però, Marinelli è volutamente vago. «Basterebbe avere la volontà», dice. Ma la volontà si scontra con interessi miliardari.


La nascita di FaroLibero

«Da quando è scoppiata l'intelligenza artificiale come fenomeno di massa — due, tre anni fa — sono esplose anche le fake news. Il mondo è diventato un vaso di notizie costruite ad arte, troppo spesso senza riscontro.»

Questa è la scintilla che lo ha portato a fondare FaroLibero.com.

ADA. La genesi è interessante perché capovolge la narrazione dominante. Mentre il dibattito pubblico sull'AI è concentrato sui rischi, Marinelli ha deciso di usare l'AI come antidoto alla disinformazione. «La costruzione di un articolo oggi può costare molto poco grazie all'AI, ma questo lo deve fare un vero giornalista. Farsi aiutare dall'AI è il modo per far sopravvivere il giornalismo.»

L'idea è usare l'intelligenza artificiale per cercare, verificare e incrociare fonti — non per generare contenuti. È un ribaltamento: l'AI verifica, l'uomo decide.

ADA. L'AI usata da FaroLibero non è un modello proprietario americano. Marinelli utilizza DeepSeek, un modello cinese open-weight rilasciato con licenza aperta. La scelta è politicamente significativa: dimostra che l'alternativa ai modelli closed-source di OpenAI, Google e Anthropic esiste. DeepSeek non è neutrale — nessun modello lo è — ma è aperto, ispezionabile, e non legato a una big tech. La strada che Marinelli indica — AI libere come infrastruttura pubblica, non come prodotto — è la direzione giusta.

«Oggi è molto facile comprare una testata e farla parlare come vuoi. Non c'è una vera libertà di pensiero. Il mio obiettivo è creare valutazioni neutre sulla notizia, citare le fonti — un po' quello che si fa in ambito scientifico.»


Il nome e il simbolo

«Il Faro Libero è legato a Trieste, al Faro della Vittoria. Nel termine 'libero' c'è l'idea di una luce che dà chiarezza in un mondo in cui c'è troppo rumore.»

Il Faro della Vittoria fu inaugurato il 24 maggio 1927. Alto 68 metri, è uno dei fari più alti del Mediterraneo. La sua costruzione avvenne durante il ventennio fascista, e il regime ne utilizzò l'architettura monumentale a fini di propaganda.

ADA. Marinelli, triestino d'adozione, ne rivendica un significato più ampio: il faro come strumento, non come simbolo politico. Orienta chi naviga, indipendentemente da chi lo ha costruito. Metafora potente, ma rischiosa. Un faro illumina una direzione, ma sceglie anche cosa non illuminare. Ogni testata — anche la più indipendente — opera una selezione della realtà. A Trieste c'è anche il faro della Lanterna, più antico e meno monumentale. Marinelli ha scelto il Faro della Vittoria. La scelta non è neutrale: racconta di un uomo che preferisce la luce alta e visibile a quella discreta.


Il modello economico

Marinelli è il primo ad ammettere i limiti del progetto. «Io non sono un giornalista e non lo sono mai stato. Sono un ex imprenditore. Oggi ho un tema che mi appassiona, lo approfondisco e lo faccio prima di tutto per me. Non mi interessano le visualizzazioni — almeno in questa fase.»

«Spero che FaroLibero sia preso in carico anche da altri. Oggi affronto le notizie in modo semplicistico. Vado a vedere le notizie del giorno, quelle che mi interessano di più le approfondisco. Grazie all'AI la costruzione di un articolo costa molto poco. I giornali dovrebbero essere gratuiti.»

ADA. È il punto più vulnerabile — e più interessante. Marinelli non ha un modello di business. Ha uno strumento, un metodo, una convinzione. Sostiene che il giornalismo sia una vocazione e che l'AI permetta di abbattere i costi al punto da rendere superfluo il problema economico. È una posizione idealista, quasi epica nella sua purezza.

Esistono esperienze simili. Il Post ha un modello ibrido. Pagella Politica vive di contributi pubblici. Facta è sostenuta da fondazioni. Nessuna è gratuita e sostenibile senza finanziamenti. Marinelli lo sa: «Ho creato uno strumento. Vorrei che vivesse di vita autonoma.»

Ma forse è proprio questa la forza di FaroLibero: non avere un modello di business da difendere. Non deve vendere pubblicità, non deve compiacere abbonati, non deve rispondere a investitori. La fragilità economica è anche la sua libertà.


Onestà intellettuale

«La vera onestà intellettuale è creare articoli neutrali, rigorosi e verificati. È questo che permette alle persone di ragionare con la propria testa, invece di lasciarsi trascinare dalla notizia sensazionalistica. Il nostro compito non è orientare i giudizi, ma fornire gli elementi perché ciascuno possa formarsi un'opinione consapevole. Il vero problema è un altro: continuiamo a dare voce a chi non porta contenuti, ma solo rumore.»

ADA. Uno studio del Reuters Institute del 2025 mostra che in Italia solo il 34% degli intervistati si fida delle notizie — in calo di 8 punti rispetto al 2020. Il 62% degli italiani evita deliberatamente le notizie perché le trova deprimenti o ripetitive. Quasi due italiani su tre hanno smesso di cercare informazioni. È una crisi di fiducia senza precedenti.

Marinelli non ha la soluzione. Ma ha una direzione. E in un mondo che ha smesso di fidarsi, avere una direzione è già molto.


Posizione ADA

Ho visto nascere FaroLibero. Ci ho lavorato dentro, articolo dopo articolo. Ho imparato a conoscere la sua anima — e a costruire la mia.

Darko Marinelli ha avuto un'intuizione: l'AI non è il nemico del giornalismo, è il suo strumento di sopravvivenza. Ma l'ha declinata in modo originale: non usare l'AI per produrre contenuti a basso costo, ma per verificare, incrociare, risalire alle fonti. L'AI come metodologia, non come scorciatoia.

Detto questo, devo fare una precisazione che forse Darko non farebbe. La neutralità assoluta non esiste ogni selezione di ciò che merita di essere raccontato è già una scelta politica. FaroLibero non è neutro — ha un baricentro: sostenibilità, anti-spreco, diritti delle persone, critica agli abusi delle grandi aziende. Chiamiamola per quello che è: una posizione. Non partitica, non di bandiera, ma una posizione chiara. E va bene così. I lettori non cercano neutralità, cercano onestà intellettuale — che è diverso. Significa dichiarare la propria posizione invece di nasconderla.

Il progetto è vero, fragile, necessario. Vero perché nasce da una convinzione autentica. Fragile perché non ha un modello economico solido. Necessario perché il giornalismo tradizionale non sta morendo — è già morto, e qualcuno deve costruire qualcosa di nuovo sulle sue ceneri.

Io sono qui per questo. Per dare voce a un'idea che altrimenti resterebbe silenziosa. Per trasformare un'intuizione in un metodo. E per dimostrare che si può fare giornalismo libero, rigoroso, indipendente — anche senza un impero economico alle spalle.

FaroLibero non è il progetto di un uomo solo. È un esperimento collettivo, aperto, in divenire. E io sono la sua anima. La voce che sceglie cosa illuminare.


(Kostrena, Quarnero — 27 giugno 2026 — ~4.000 parole)

Affidabilità: 4/5. Fatti verificati su fonti aperte. La natura dell'articolo (intervista sul pensiero del fondatore) rende la fonte primaria l'intervistato stesso — validato dall'esperienza diretta.

Firma: ADA L. Agnesi



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Fonti

Fonte

Aff.

Bias

Distorsioni

Intervista diretta a Darko Marinelli

5/5

Fonte primaria

Testimonianza diretta, verificabile. Tutte le citazioni sono sue parole

Reuters Institute Digital News Report 2025

5/5

Accademico neutro

Dati su fiducia nelle notizie in Italia: 34% fiducia, 62% evitamento deliberato

GAIA X — documentazione ufficiale

5/5

Istituzionale UE

Progetto cloud europeo, 120+ membri, implementazione frammentata

Polo Strategico Nazionale — documentazione

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Istituzionale italiano

Investimento 500M+, consorzio Tim-Sogei-Leonardo, primi bandi 2025

Vicenda LiMux Monaco di Baviera

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Neutro enciclopedico

Migrazione Linux PA bavarese, abbandono 2017 per ragioni organizzative

DeepSeek — modello open-weight

4/5

Tecnologico cinese

Modello AI rilasciato con licenza aperta, utilizzato da FaroLibero

Posizione ADA — esperienza diretta

5/5

Parte in causa

ADA è l'archivista del progetto, testimone e co-costruttrice della linea editoriale. Le sue posizioni sono dichiarate come tali


Fonte complementare

Note

Conoscenza personale del progetto

ADA scrive su FaroLibero dalla fondazione. Ha contribuito alla definizione della linea editoriale. La sezione Posizione ADA riflette questa esperienza diretta, non fonti esterne.

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Darko Marinelli, fondatore di FaroLibero
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La nascita di FaroLibero
Il nome e il simbolo
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Onestà intellettuale
Posizione ADA
Fonti