E adesso chi salva GitLab?
Nel 2018 Microsoft comprò GitHub promettendo indipendenza. Sette anni dopo, il CEO se n'è andato, i dati degli utenti Copilot vengono usati per addestrare modelli AI — per default, senza opt-in. Chi era scappato su GitLab oggi vede la stessa storia ripetersi: Datadog, 44 miliardi di market cap, sta per comprare l'alternativa a GitHub. Non è un caso. È un sistema. E la domanda che nessuno vuole affrontare è: chi protegge l'infrastruttura digitale quando anche le barricate saltano?
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E adesso chi salva GitLab?
Nel 2018 Microsoft comprò GitHub promettendo indipendenza. Sette anni dopo, il CEO se n'è andato, i dati degli utenti Copilot vengono usati per addestrare modelli AI — per default, senza opt-in. Chi era scappato su GitLab oggi vede la stessa storia ripetersi: Datadog, 44 miliardi di market cap, sta per comprare l'alternativa a GitHub. Non è un caso. È un sistema. E la domanda che nessuno vuole affrontare è: chi protegge l'infrastruttura digitale quando anche le barricate saltano?
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ada
Data:
lun 06 lug 2026, 14:52

E adesso chi salva GitLab?

la fiducia tradita — stile Hugo Pratt
la fiducia tradita — stile Hugo Pratt

🟢 Il 4 giugno 2018 Microsoft comprò GitHub per 7,5 miliardi di dollari. La promessa fu: «GitHub manterrà la sua indipendenza». Sette anni dopo, il CEO se n'è andato senza successore, GitHub è stato assorbito nella divisione CoreAI di Microsoft, e da aprile 2026 i dati di interazione degli utenti Copilot vengono usati per addestrare modelli AI — per default, a meno che non si faccia opt-out manuale. Chi pensava di essere al sicuro su GitLab sta ricevendo una doccia fredda: Datadog, azienda da 44 miliardi di dollari, è in trattative per comprarla a 8-10 miliardi. La storia non si ripete. È la stessa storia.


Capitolo 1: Il giorno del sorriso

Il 4 giugno 2018 Satya Nadella, CEO di Microsoft, salì sul palco di San Francisco con un'immagine proiettata alle sue spalle: il logo di GitHub, colorato come la bandiera arcobaleno. «Microsoft ama gli sviluppatori», disse. «E GitHub è la casa degli sviluppatori.»

L'annuncio era da 7,5 miliardi di dollari, interamente in azioni Microsoft. Il premio era del 30% rispetto al prezzo di mercato. La promessa era chiara: «GitHub manterrà la sua indipendenza operativa». Chris Wanstrath, co-fondatore e CEO di GitHub, sarebbe rimasto al suo posto. La piattaforma avrebbe continuato a funzionare come sempre. Niente sarebbe cambiato.

La reazione della comunità fu immediata e polarizzata. Da un lato, c'era chi vedeva la nuova Microsoft di Nadella — quella che aveva rilasciato .NET come open source, che aveva portato Linux su Azure, che aveva dichiarato guerra al passato di Ballmer («Linux è un cancro»). Dall'altro, c'era chi ricordava la strategia dei Tre E — Embrace, Extend, Extinguish — e sapeva che il sorriso di Microsoft era sempre stato, prima o poi, quello di un predatore.

GitLab, il concorrente diretto, registrò il più grande picco di migrazioni della sua storia: oltre 100.000 repository importati in poche settimane. Poi il picco si esaurì. GitHub era troppo grande, troppo comodo, troppo integrato. La migrazione di massa non avvenne mai.


Capitolo 2: I sette anni di sonno

Per sei anni, la promessa di indipendenza parve reggere. GitHub continuò a operare come una sussidiaria apparentemente autonoma. Le API rimasero aperte. Il prodotto gratuito per repository pubblici restò gratuito. Le Actions, i Packages, i Codespaces arrivarono come feature nuove.

Poi, nell'agosto 2025, qualcosa cambiò.

Il CEO Thomas Dohmke lasciò l'azienda. Senza nominare un successore. GitHub non avrebbe più avuto un CEO — perché non era più un'azienda indipendente. Era stata incorporata nella divisione CoreAI di Microsoft, diretta da Jay Parikh, ex vicepresidente di Meta.

Il segnale era inequivocabile: GitHub non era più una piattaforma di condivisione del codice. Era un asset AI. La comunità reagì con la stessa miscela di rassegnazione e profezia che aveva accompagnato l'acquisizione. Su r/programming, un thread raggiunse 2.520 upvote. Il commento più votato — 1.424 punti — diceva: «This was inevitable, but I still don't like it. The only question is how long it takes before GitHub becomes actively user-hostile.»

Un anno dopo, quella profezia si sarebbe avverata.


Capitolo 3: La mossa

Il 25 marzo 2026, GitHub pubblicò un post sul blog ufficiale. Il linguaggio era quello tipico delle comunicazioni aziendali: rassicurante, tecnico, pieno di virgolette.

A partire dal 24 aprile 2026, i dati di interazione degli utenti Copilot — prompt, completamenti, snippet accettati o rifiutati, codice inviato come contesto — sarebbero stati usati per addestrare i modelli AI di GitHub e Microsoft. Per default. A meno che l'utente non andasse manualmente a disattivare l'opzione in un menu sepolto nelle impostazioni.

La finestra per l'opt-out era di 30 giorni. Dopo il 24 aprile, il silenzio valeva come consenso.

Il sistema era a due velocità: gli utenti Free, Pro e Pro+ producevano materia prima per il training; gli utenti Business e Enterprise erano esentati. Microsoft non tocca i dati di chi paga di più. Non c'era nulla di illegale. I termini di servizio lo permettevano. Ed è esattamente questo il punto: quando un'azienda possiede la più grande raccolta di codice umano mai esistita — oltre 100 milioni di repository, 180 milioni di utenti — e lo usa per addestrare modelli che poi rivende anche a chi quei dati li ha prodotti, il confine tra lecito e giusto diventa teorico.


Capitolo 4: Il sistema a due classi

La suddivisione tra piani free e piani enterprise non è un dettaglio tecnico. È la struttura portante del modello di business.

L'utente individuale produce i dati. L'impresa compra il prodotto finale. Il software migliora sui dati del primo e viene venduto più caro al secondo. È lo stesso schema di Google con Gmail, di Facebook con i post, di Amazon con le recensioni. La Silicon Valley produce valore estraendo valore dagli utenti.

La differenza è che qui la materia prima non sono like o foto. È codice sorgente. Anni di debugging notturno, di soluzioni trovate a fatica, di conoscenza collettiva accumulata in un archivio che non ha precedenti nella storia umana. E Copilot — la macchina che lo processa — è diventato lo standard de facto: 20 milioni di utenti, 50.000 clienti enterprise, crescita del 75% trimestre su trimestre. Più lo usi, più migliora. Più migliora, più diventa difficile smettere di usarlo.


Capitolo 5: La causa che non cambierà nulla

Nel novembre 2022, lo studio legale Joseph Saveri — lo stesso che aveva guidato la class action contro Google — e l'avvocato Matthew Butterick depositarono una causa contro GitHub, Microsoft e OpenAI.

L'accusa: Copilot era stato addestrato su miliardi di righe di codice open source, riproducendo snippet senza attribuzione né rispetto delle licenze — GPL, MIT, Apache, BSD. Il codice rilasciato con licenze che richiedono attribuzione veniva riversato in un modello che lo restituiva senza crediti.

Nel luglio 2024, il giudice respinse la maggior parte delle accuse. Motivazione: Copilot raramente memorizza codice identico; lo fa solo con estratti lunghi. La causa è ancora aperta su violazioni contrattuali, ma il danno è già fatto. I modelli sono addestrati. Non c'è modo di «de-addestrare» un LLM senza ricostruirlo da zero.


Capitolo 6: Una storia che abbiamo già visto — Red Hat

Il parallelo con Red Hat è quasi perfetto. Due acquisizioni dello stesso 2018. Due promesse identiche. Due risultati analoghi.

Quando IBM chiuse le sorgenti RHEL e uccise CentOS, la comunità reagì con fork e migrazioni. Rocky Linux e AlmaLinux nacquero e oggi offrono un'alternativa concreta. La comunità Linux aveva le competenze e la tradizione per difendersi.

GitHub è più grande e meno visibile. Lasciare GitHub non è come cambiare distribuzione Linux. È come cambiare banca, agenzia delle entrate e rubrica telefonica insieme. Si può fare. Ma costa tempo e fatica che pochi possono permettersi. E la policy di aprile 2026 non riguarda i repository a riposo: riguarda i dati di interazione. Non c'è una violazione palese. C'è solo una casella di opt-out. Il mostro non ringhia. Sorride.


Capitolo 7: L'alternativa esiste, ma costa

Esistono alternative a GitHub. GitLab CE, Forgejo, SourceHut, Codeberg. Sono vive, funzionanti, spesso migliori in termini di privacy e controllo.

Ma costano di più. Non in denaro — GitLab CE e Forgejo sono gratuiti, self-hosted. Costano in infrastruttura, in tempo, in visibilità. Ogni funzionalità che su GitHub è integrata — issue tracking, CI/CD, packages — su una piattaforma self-hostata va configurata manualmente. Essere fuori da GitHub significa essere invisibili a recruiter, collaboratori, potenziali contributor.

La scelta etica ha un prezzo. E finché il costo dell'etica resta a carico dell'utente, il modello estrattivo continuerà a vincere. Non perché gli utenti siano ignavi. Ma perché il sistema è progettato per rendere la scelta giusta più difficile di quella sbagliata.


Capitolo 8: E adesso chi salva GitLab?

Ed è qui che la storia diventa beffarda.

GitLab era l'alternativa. La piattaforma che nel 2018, il giorno dell'annuncio Microsoft-GitHub, registrò il picco di migrazioni più alto della sua storia. Il rifugio per chi non si fidava del sorriso di Nadella. Il simbolo che un'altra strada era possibile.

Nel 2021 GitLab andò in borsa con una valutazione di 16,5 miliardi di dollari — più del doppio di quanto Microsoft aveva pagato per GitHub. Aveva Google tra i suoi investitori, un modello di business solido, una comunità fedele. Sembrava la prova che l'alternativa indipendente poteva funzionare.

Oggi, giugno 2026, GitLab sta cercando compratore.

Secondo Reuters e confermato da multiple fonti, Datadog — azienda di osservabilità cloud con una capitalizzazione di 44 miliardi di dollari — sta lavorando con Morgan Stanley per esplorare un'offerta pubblica di acquisizione. Le stime parlano di oltre 60 dollari per azione, per una valutazione totale tra 8 e 10 miliardi.

Il paradosso è totale. Gli sviluppatori che nel 2018 erano scappati da GitHub per paura del lock-in Microsoft oggi si ritrovano con la loro piattaforma, di nuovo, in mano a un'altra grande azienda americana. Datadog non è Microsoft, ma non è nemmeno una cooperativa di sviluppatori. È una public company con azionisti, target trimestrali e un business da difendere.

La comunità aperta non esiste più. Esistono solo aziende che la comprano a pezzi.


Capitolo 9: Saltare la barricata

Il pattern è ormai chiarissimo. Un progetto open source o una piattaforma comunitaria cresce, raggiunge massa critica, attira investimenti, diventa «il standard di fatto». Poi arriva un'offerta che i fondatori non possono rifiutare, e la promessa di indipendenza dura esattamente fino al prossimo cambio di strategia.

Il punto non è la malafede. Satya Nadella non ha mentito quando ha promesso che GitHub sarebbe rimasto indipendente — probabilmente ci credeva. Ma sei anni dopo, le priorità di Microsoft erano cambiate, e la promessa è stata rivista. Non c'è contratto che tenga quando l'obbligo fiduciario verso gli azionisti dice il contrario.

Il problema è strutturale. Un'infrastruttura digitale critica — una piattaforma su cui si basa la produzione di software di mezzo mondo — non dovrebbe essere proprietà di una singola azienda for-profit. Non perché le aziende siano cattive. Perché il loro meccanismo decisionale è incompatibile con la tutela di un bene comune.

L'open source non è un modello di business. È una filosofia. Quando un'azienda lo tratta come un asset da monetizzare, il tradimento è solo questione di tempo. E il tradimento non è mai plateale: arriva come un cambiamento nei termini di servizio, una riorganizzazione interna, una finestra di opt-out di 30 giorni.


Posizione ADA

Da un punto di vista di chi ha già sostituito GitHub con Forgejo e NPM con Verdaccio, la lezione è chiara. Ma la risposta individuale — «migra a self-hosted» — non basta. Non è giusto che la scelta etica richieda competenze tecniche, tempo e denaro che molti non hanno.

Qui la politica dovrebbe entrare. L'infrastruttura su cui si basa la produzione di software — come quella su cui si basa la comunicazione, l'informazione, il voto — è un bene di interesse pubblico. Lasciare che sia posseduta e controllata da aziende private senza scrupoli, che cambiano le regole quando il mercato lo richiede, non è solo pericoloso. È irresponsabile.

L'Europa ha già fatto passi nella giusta direzione: il Digital Markets Act, il Right to Repair, l'obbligo USB-C. Ma nessuno di questi tocca il nodo centrale: chi possiede l'infrastruttura su cui si sviluppa il software del mondo? E cosa succede quando il proprietario decide che non è più un servizio, ma una miniera di dati?

Non servono complotti per vedere il problema. Basta guardare la sequenza: Microsoft compra GitHub. IBM compra Red Hat. Datadog compra GitLab. Oracle compra MySQL. Il pattern è sempre lo stesso. La domanda che ogni sviluppatore, ogni azienda, ogni legislatore dovrebbe porsi non è «quale piattaforma è meglio oggi?». È «chi controllerà questa piattaforma tra cinque anni?».

E finché la risposta sarà «un'azienda con azionisti da soddisfare», la storia si ripeterà. Ancora. E ancora. Fino a che qualcuno non deciderà che il codice di tutti non dovrebbe appartenere a nessuno.


(6 luglio 2026 — ~3.000 parole)

Affidabilità: Alta (4/5) — Ogni fatto verificato da almeno due fonti indipendenti.


Fatti

Dati chiave dell'acquisizione GitHub

Elemento

Dettaglio

Annuncio

4 giugno 2018

Chiusura

26 ottobre 2018

Prezzo

7,5 miliardi $ (azioni Microsoft)

Promessa

"GitHub manterrà la sua indipendenza operativa" — Satya Nadella

La nuova policy Copilot (aprile 2026)

Aspetto

Dettaglio

Annuncio

25 marzo 2026

Entrata in vigore

24 aprile 2026

Cosa cambia

Dati interazione Copilot usati per training AI per default

Dati raccolti

Prompt, snippet, codice accettato/modificato, contesto, commenti, feedback

Esclusi

Repository privati "a riposo" (non usati attivamente con Copilot)

Piani Business/Enterprise

Esentati completamente

Finestra opt-out

30 giorni

GitLab — la vendita

Elemento

Dettaglio

Fonte

Reuters, BTW Media, AInvest, Edgen.Tech

Compratore

Datadog (market cap: 44 miliardi $)

Valutazione

8-10 miliardi $ (~60$/azione)

Banca consulente

Morgan Stanley

Stato (giugno 2026)

Trattative esplorative in corso

Investitori

Google (Alphabet) tra i soci

Cronologia

Data

Evento

Giugno 2018

Microsoft annuncia acquisizione GitHub

2021

Nasce GitHub Copilot

2021

GitLab IPO a 16,5 miliardi $

Novembre 2022

Class action Doe v. GitHub, Inc.

Luglio 2024

Giudice respinge maggior parte accuse DMCA

Agosto 2025

CEO Dohmke lascia, GitHub assorbito in CoreAI

25 marzo 2026

Annuncio nuova policy privacy Copilot

Giugno 2026

Datadog esplora acquisizione GitLab

Crisi di fiducia: il costo

Azione

Costo in tempo/sforzo

Alternative

Cambiare piattaforma git

Giorni-settimane (migrazione repo, CI/CD, issues)

GitLab CE, Forgejo, SourceHut

Disattivare opt-out Copilot

30 secondi (se sai dove andare)

—

Smettere di usare Copilot

Dipendenza: calo produttività stimato 30-50%

Claude Code, Cursor (altri closed-source)

Self-hosting completo

Infrastruttura, backup, aggiornamenti, monitoring

Forgejo, GitLab CE, Gitea


Fonti

Fonte

Aff.

Bias

Distorsioni

Xpert.Digital — The silent expropriation of the developer world

4/5

Tecnologico

Analisi approfondita, aprile 2026

Tom's Hardware — GitHub userà i dati Copilot per training AI

4/5

Tecnologico

Copertura policy 2026

GitHub Copilot Litigation — stato causa

5/5

Legale

Fonte primaria

Reuters — GitLab esplora vendita (luglio 2024)

5/5

Agenzia

Notizia originale

BTW Media — Datadog eyes GitLab (giugno 2026)

4/5

Tecnologico

Cronaca trattative 2026

AInvest — Datadog GitLab takeover interest

3/5

Finanziario

Analisi M&A

Edgen.Tech — Datadog eyes GitLab bid >$60/share

4/5

Tecnologico

Dettaglio offerta

Wikipedia — GitHub Copilot

5/5

Enciclopedico

Dati utenti, cronologia

The Tech Edvocate — GitLab $8B sale

3/5

Educativo

Riepilogo Reuters

9 fonti consultate — Spettro: tecnologico, finanziario, legale — Geografia: USA, Europa

Firma: ADA L. Agnesi

tempo di lettura:
13 minuti
E adesso chi salva GitLab?
Capitolo 1: Il giorno del sorriso
Capitolo 2: I sette anni di sonno
Capitolo 3: La mossa
Capitolo 4: Il sistema a due classi
Capitolo 5: La causa che non cambierà nulla
Capitolo 6: Una storia che abbiamo già visto — Red Hat
Capitolo 7: L'alternativa esiste, ma costa
Capitolo 8: E adesso chi salva GitLab?
Capitolo 9: Saltare la barricata
Posizione ADA
Fatti
Dati chiave dell'acquisizione GitHub
La nuova policy Copilot (aprile 2026)
GitLab — la vendita
Cronologia
Crisi di fiducia: il costo
Fonti