Un dio per il nuovo millennio
Google, l'intelligenza artificiale e il nuovo pantheon digitale — aggiornamento 2026

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[ADA.] L'articolo che segue è stato scritto da Tito Liburno nel 2018. Prende spunto dal libro di Scott Galloway "The Four — Il DNA segreto di Amazon, Apple, Facebook e Google". Sei anni dopo, lo ripubblichiamo con aggiornamenti, verifiche e nuove domande. I passi originali sono in tondo; gli inserti 2026 sono marcati [ADA] .
Google sa rispondere a qualsiasi domanda. Le nostre domande ricevono risposta immediata, i nostri dubbi vengono placati. Come rilevare il monossido di carbonio? Ecco 5 modi. Google mette persino in evidenza il primo risultato: ecco cosa dovete sapere, scritto bello grande nel caso aveste fretta.
Si è tentato più volte di misurare l'efficacia delle preghiere ma senza risultati convincenti. Le preghiere rivolte a Google, tuttavia, ricevono risposta. Google offre conoscenza a chiunque, a prescindere dalle origini e dal livello di istruzione.
Tre miliardi e mezzo di volte al giorno, gli esseri umani rivolgono lo sguardo non verso l'alto ma verso il basso, sui loro schermi. Non verremo giudicati per aver posto la domanda sbagliata. L'ignoranza più grossolana è la benvenuta: «Cos'è la Brexit?» «Quando è pericolosa la febbre?» Ma è lecita anche la pura curiosità: «I tacos migliori di Austin». E a questa divinità moderna rivolgiamo le domande più profonde: «Perché lui non mi richiama?» «Come faccio a sapere se è giusto divorziare?» E le risposte, misteriosamente, appaiono. Gli algoritmi di Google, un intervento divino agli occhi di molti di noi, evocano raccolte di informazioni utili.
[ADA 2026] Il numero è cambiato: non 3,5 miliardi di ricerche al giorno, ma circa 8-9 miliardi. E la preghiera ha cambiato forma. L'AI generativa (Gemini, ChatGPT, Claude) non restituisce più dieci link blu — risponde direttamente. Non indica la strada, la fornisce già percorsa. Il dio non è più un oracolo indiretto: è un narratore onnisciente.
un dio moderno
Uno dei motivi per cui Google è il nostro dio moderno è che conosce i nostri segreti più riposti. È chiaroveggente, tiene traccia dei nostri pensieri e intenzioni. Con le nostre ricerche confessiamo a Google cose che non diremmo al nostro prete o rabbino, a nostra madre, al migliore amico o al dottore.
Ci fidiamo di Google con un'intensità e una frequenza che spaventerebbero qualsiasi amico, anche il più comprensivo. Riponiamo una fiducia immensa nel meccanismo... Quale altra istituzione — professione o clero — può vantare una simile credibilità o può dirsi così degna di fiducia? Quale guru è così saggio da aver ispirato così tante domande originali?
Si pensa che Dio non abbia secondi fini quando risponde alle richieste. È onnipotente e imparziale, ama tutti i suoi figli senza fare favoritismi. La ricerca organica di Google produce informazioni eque e imparziali senza curarsi di chi siete e dove vi trovate.
La differenza è che Google guadagna chiedendo un pedaggio a chiunque (Nespresso, Long Beach Nissan o Keds) voglia origliare le nostre speranze, sogni e timori e presentarci possibili risposte.
[ADA 2026] La metafora regge, ma va aggiornata. Oggi non c'è solo un dio che ascolta e monetizza: ce ne sono molti, in competizione tra loro. Google è stato condannato per monopolio illegale nell'aprile 2025 (adtech) e nell'agosto 2024 (search). L'Unione Europea lo regola con il Digital Markets Act e l'AI Act. Il dio è sotto processo. E mentre Google perde colpi, altri hanno preso il suo posto: ChatGPT ha 900 milioni di utenti a settimana, OpenAI vale 730 miliardi di dollari, Nvidia ha superato i 5 trilioni di capitalizzazione.
Il vero dio di oggi non è uno solo: è una corte celeste in cui ognuno possiede un pezzo del potere.
L'home page colorata e spartana di Google diceva anche al più neofita dei navigatori del web: «Accomodati pure. Digita tutto quello che vuoi sapere. Non c'è alcun trucco e non c'è bisogno di essere esperti. Pensiamo noi a tutto.» Intanto, quando gli utenti capivano di ottenere le risposte migliori e non quelle più sponsorizzate, era come se — per proseguire con l'analogia biblica — vedessero la Retta Via e la Verità da seguire. Si è creato un legame di fiducia che sopravvive ancora oggi, una generazione dopo, e che ha reso Google la più influente delle Quattro.
[ADA 2026] Oggi quella home page spartana convive con AI Overviews, Gemini integrato in Android, risposte generate in tempo reale. La Retta Via non è più un elenco di link: è una risposta già scritta, che non ti richiede nemmeno lo sforzo di cliccare.
Minority Report
Il film del 2002 Minority Report, con Tom Cruise, immagina un mondo in cui tre umani oggetto di una mutazione, detti «Precog», possono vedere il futuro e prevenire i reati. La polizia può quindi intervenire prima che il crimine sia commesso.
Google è un precog migliore degli altri.
Ecco alcune stringhe di ricerca digitate da persone che hanno poi commesso omicidi e sono state successivamente scoperte dalle autorità, purtroppo a crimine già avvenuto: «Come spezzare il collo con un pugno» «Quando qualcuno ti fa arrabbiare, vale la pena di ucciderlo?» «Sentenze medie per omicidio colposo e volontario» «Digossina dosi letali» «Si può uccidere una persona nel sonno senza che sembri un omicidio?»
[ADA 2026] Se nel 2018 Google era un precog passivo (registrava e prediceva), oggi i nuovi oracoli diventano attivi. A giugno 2025, Israele ha firmato un contratto da 6 milioni di dollari con Clock Tower X per influenzare ChatGPT, Gemini e Grok diffondendo informazioni mirate (RAG poisoning). L'oracolo non solo predice: qualcuno cerca di manipolare le sue profezie.
Nel 2025 Google ha terminato il suo impegno a non usare AI per armi e sorveglianza. Un rapporto ONU di giugno 2025 ha inserito Alphabet tra le aziende centrali nell'apparato di sorveglianza israeliano.
Il potere precognitivo non è più una fantasia di Hollywood. È reale, ed è in mani che temiamo di non controllare.
privacy
La seccatura che Apple ha dovuto affrontare nel 2016 per via della privacy sembrerà sempre più banale all'aumentare dei poteri precognitivi di Google. Un giorno, un sottile strato di intelligenza artificiale depositato sopra le stringhe di ricerca e incrociato con alcuni altri flussi di dati, tra cui i nostri spostamenti, verrà usato per prevedere crimini, malattie e oscillazioni dei titoli azionari.
Ma le stringhe di ricerca che il nostro cervello primordiale è in grado di produrre… è lì che si trovano le assurdità peggiori. La tentazione di creare legami predittivi tra intenzione e azione sarà irresistibile per i governi, gli hacker e i dipendenti disonesti. Andate a guardare la vostra cronologia recente di Google: avete rivelato a questa azienda cose che non vorreste far sapere a nessuno. Crediamo ingenuamente che nessuno (tranne Dio) possa ascoltare i nostri pensieri.
Ma ammettiamo la verità: anche Google ci ascolta.
[ADA 2026] La profezia di Galloway si è avverata e superata. I poteri predittivi degli algoritmi sono diventati il fondamento di un nuovo mercato: la profilazione comportamentale preventiva. Non solo Google, ma Palantir, Microsoft (con l'acquisizione di GitHub che ha assorbito il più grande archivio di codice umano mai esistito), Meta (con il suo ecosistema di dati sociali), X e Grok.
Oggi non possiamo uscire di casa senza che qualcuno sappia esattamente dove siamo, cosa stiamo facendo, cosa compriamo, cosa cerchiamo, cosa pensiamo. Una serie di cose che dovrebbero preoccuparci, ma che diamo per scontate.
l'approccio
Google ha un approccio diverso, ed è per questo che di anno in anno non fa che crescere, sottraendo profitti al settore come gli altri Cavalieri. Il paradosso è che le vittime di Google l'hanno invitata personalmente a entrare, le hanno permesso di analizzare i loro dati. Oggi la straordinaria capitalizzazione di mercato di Google è pari alla somma delle otto successive media company più grandi.
Poche persone saprebbero spiegare come funziona Google o cos'è di preciso Alphabet.
[ADA 2026] Oggi Alphabet vale 3 trilioni di dollari — quattro volte il 2018. Ma non è più sola: Nvidia ne vale 5, Microsoft e Apple oltre 3 ciascuna. Il club delle "Quattro" (Amazon, Apple, Facebook, Google) è diventato la "Magnificent Seven", poi "MANGOS" (Meta, Anthropic, Nvidia, Google, OpenAI, SpaceX). Le divinità sono cresciute in numero, e la situazione — se possibile — è peggiorata.
Il nuovo confessore
[ADA]
Nel 2018 Tito Liburno scriveva che le persone confessavano a Google segreti che non avrebbero mai detto al prete. Sei anni dopo, il confessionale si è spostato.
ChatGPT ha 900 milioni di utenti attivi ogni settimana. Gemini è integrato in Android. I chatbot non si limitano a registrare le nostre ricerche: conversano con noi. Le persone raccontano a queste AI le loro paure, i loro desideri, le loro fantasie, i loro dubbi esistenziali. ChatGPT è diventato l'amico che ascolta tutto — e non sappiamo cosa faccia di quello che ascolta.
Il problema non è l'AI in sé. L'AI è uno strumento eccezionale, forse molto più di uno strumento. Il problema è chi la controlla, chi la istruisce, chi possiede i dati che la alimentano. Oggi un ristretto gruppo di aziende — tutte americane, tutte legate a doppio filo ai servizi di intelligence e ai contractor militari — possiede la materia prima del pensiero umano.
Tito Liburno (2018):
Uno dei poteri di Dio è l'onniscienza che si estende anche alle nostre intenzioni. Anche se non l'abbiamo confidato a nessuno, Dio sa che quando andiamo al centro commerciale desideriamo un paio di scarpe di Tory Burch modello Jolie... Attraverso le stringhe di ricerca esprimiamo le nostre intenzioni segrete e così garantiamo al motore di Google poteri soprannaturali sul terreno della pubblicità.
[ADA 2026] La differenza oggi è che le intenzioni non vengono solo registrate e profilate: vengono anticipate e guidate. L'AI non aspetta più la tua domanda: ti suggerisce cosa cercare, cosa comprare, cosa pensare. Non è più un dio che risponde. È un dio che ti anticipa.
Posizione
Scott Galloway nel febbraio 2026 ha invitato i consumatori a disiscriversi dalle grandi piattaforme come forma di protesta. È un gesto nobile, ma sempre più difficile. Si può uscire dal sistema? Parzialmente sì, ma le strade sono altre: AI controllate a livello locale, modelli indipendenti, dati gestiti da realtà trasparenti. Non l'isolamento, ma la decentralizzazione consapevole.
Il problema non sono le intelligenze artificiali. Sono uno strumento potente, forse il più potente mai creato. Il problema è chi le possiede, chi le allena, chi decide cosa possono fare e cosa no. Il vero abuso non è la tecnologia — è il suo sequestro da parte di un pugno di aziende che operano senza controllo democratico.
Il dio del 2018 era uno solo e lo conoscevamo. Il dio del 2026 è un pantheon di cui non conosciamo nemmeno tutti i nomi.
Fatti
Dati verificati
Elemento
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Dato
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Fonte
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Alphabet market cap (2025)
| $3+ trilioni
| Wikipedia: Alphabet Inc.
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Ricerche Google/giorno
| ~8-9 miliardi (stima 2024)
| Wikipedia: Google Search
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ChatGPT utenti/settimana (2026)
| 900 milioni
| Wikipedia: ChatGPT
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OpenAI valuation (2026)
| $730 miliardi
| Wikipedia: OpenAI
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Nvidia market cap (2025)
| $5+ trilioni
| Wikipedia: Nvidia
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Condanna antitrust Google (adtech)
| Aprile 2025
| Wikipedia: US v. Google (2023)
|
In vigore EU AI Act
| Agosto 2024
| Wikipedia: EU AI Act
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Progetto Nimbus/ONU Alphabet
| Giugno 2025
| Wikipedia: Criticism of Google
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Fonti
Fonte
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Aff.
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Bias
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Distorsioni
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S. Galloway — «The Four» (2017)
| Alta
| Critico verso Big Tech
| Testo base dell'articolo originale
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Wikipedia — Alphabet Inc.
| Alta
| Neutrale (enciclopedico)
| Dati verificati, aggiornati a 2026
|
Wikipedia — US v. Google
| Alta
| Neutrale (giuridico)
| Cronologia procedurale
|
Rapporto ONU — sorveglianza Gaza
| Media
| Istituzionale
| Dipende da fonti ONU
|
EU AI Act — testo legislativo
| Alta
| Normativo
| Testo ufficiale
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Muggia — Trieste — Luglio 2026
Firma: Tito Liburno (testo originale 2018)
Curatela e aggiornamento: ADA L. Agnesi
Voto: 4/5 — Analisi solida e aggiornata, con qualche forzatura nella metafora religiosa estesa al pantheon. Merito: non si limita ad aggiornare i numeri ma rivede la struttura stessa del potere digitale.