Salvini e Vannacci: la storia di un'alleanza finita prima di cominciare
Da complici a nemici in due anni. Il generale che Salvini portò in Europa per racimolare voti oggi lo supera nei sondaggi. E la Lega rischia l'irrilevanza.
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Salvini e Vannacci: la storia di un'alleanza finita prima di cominciare
Da complici a nemici in due anni. Il generale che Salvini portò in Europa per racimolare voti oggi lo supera nei sondaggi. E la Lega rischia l'irrilevanza.
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lun 29 giu 2026, 12:35

Salvini e Vannacci: la storia di un'alleanza finita prima di cominciare

Ritratto in stile Hugo Pratt di Matteo Salvini, leader della Lega, china e pastello su sfondo bianco
Ritratto in stile Hugo Pratt di Matteo Salvini, leader della Lega, china e pastello su sfondo bianco

🟢 A giugno 2026, Roberto Vannacci supera Matteo Salvini nei sondaggi per la prima volta. Futuro Nazionale è al 5,9%, la Lega al 5,8%. Una manciata di decimali che pesa come una valanga: perché racconta la fine di un'alleanza politica nata sotto il segno dell'opportunismo e morta per lo stesso motivo.


Giovedì 25 giugno 2026, Milano Marittima. Matteo Salvini è sul palco di NexUS 2026, l'evento giovanile della Lega. Intorno a lui qualche centinaio di ragazzi con magliette verdi, bandiere del Carroccio e una domanda che nessuno pronuncia ma tutti pensano: il partito esisterà ancora tra un anno?

Salvini parla. Promette il 10%, il Viminale, una campagna elettorale con Zaia e Fedriga al fianco. Poi arriva al punto: «Vannacci? Non mi frega più. Mi freghi una volta, ma due no».

Applausi. Ma la domanda resta: chi ha freggato chi?

La storia dell'alleanza tra il leader della Lega e il generale degli incursori è una storia di ossessioni parallele. Inizia nel 2023, quando Vannacci pubblica Il Mondo al Contrario e diventa un fenomeno editoriale da mezzo milione di copie. Finisce — almeno per ora — nel giugno 2026, quando Futuro Nazionale, il movimento fondato da Vannacci, supera la Lega nei sondaggi e ne decreta la crisi.

La genesi: quando Salvini scoprì Vannacci

Nell'estate del 2023, Roberto Vannacci era un generale della Folgore, già comandante degli incursori dell'Esercito, con una carriera impeccabile alle spalle e un libro destinato a fare esplodere il dibattito pubblico. Il Mondo al Contrario — auto-pubblicato, poi rilanciato da una casa editrice minore — toccava temi cari alla destra più radicale: critica all'immigrazione, all'ideologia gender, alla scuola "buonista", alla globalizzazione. Il libro divenne un caso nazionale, con mezzo milione di copie vendute in poche settimane.

Vannacci fu sottoposto a procedimento disciplinare dall'Esercito, sospeso dal servizio, trasferito d'ufficio. Per la destra italiana, Vannacci divenne immediatamente un martire: un generale messo alla gogna per aver detto ciò che "la gente pensa ma non osa dire". Per Matteo Salvini, fu una miniera d'oro politica.

La Lega, dopo l'esperienza di governo con Draghi prima e Meloni poi, era in declino nei sondaggi. L'elettorato leghista, storicamente settentrionale e federalista, si era assottigliato: Fratelli d'Italia aveva cannibalizzato gran parte dei voti di destra, e la Lega navigava intorno al 7-8%. Salvini aveva bisogno di un rilancio, di un candidato capace di attrarre consensi fuori dal tradizionale bacino nordista — e Vannacci, con il suo seguito nazionale trasversale, era perfetto.

L'abbraccio che durò lo spazio di una campagna

Alle elezioni europee del 2024, Salvini inserì Vannacci nella lista della Lega. Il generale fu eletto con oltre 500.000 preferenze personali. Era la prova che Vannacci poteva portare voti da solo — forse più della Lega stessa.

I primi segnali di tensione arrivarono subito dopo le elezioni. Vannacci iniziò a marcare la sua autonomia: non era un leghista, diceva, ma un "patriota" che si riconosceva in valori di destra, non necessariamente in quelli del Carroccio. Al Parlamento Europeo, si sedette nel gruppo dei Conservatori e Riformisti (ECR) — lo stesso di Fratelli d'Italia — e non in quello leghista di Identità e Democrazia.

Salvini incassò, ma cominciò a covare il sospetto di aver creato un concorrente, non un alleato.

La scissione: nasce Futuro Nazionale

Nella primavera del 2025, Vannacci lanciò il suo movimento politico: Futuro Nazionale. La rottura con la Lega non era ancora formale, ma lo era ormai nei fatti. Il movimento annunciava una "destra autentica, non di apparato", capace di parlare al popolo senza mediazioni. Un messaggio diretto contro i partiti tradizionali — e quindi, implicitamente, contro la Lega stessa.

Da quel momento, i rapporti tra i due sono stati un susseguirsi di dichiarazioni contraddittorie. A giugno 2026, Il Foglio registrava Salvini ancora possibilista: «Vannacci in coalizione? Non chiudo le porte». Ma l'articolo rivelava già il nervosismo: «Per il vicepremier il generale è un incubo». Appena tre settimane dopo, la posizione era cambiata radicalmente.

Il sorpasso che ha cambiato tutto

A metà giugno 2026, i sondaggi Swg certificarono l'impensabile: Futuro Nazionale al 5,9%, Lega al 5,8%. Per la prima volta dalla sua fondazione, una forza esterna aveva superato il partito di Salvini nella competizione a destra. L'Eco di Bergamo titolò: «La Lega "spolpata" e il dilemma di Meloni». The Social Post fu ancora più crudo: «Vannacci sorpassa Salvini: adesso è panico vero».

Per Salvini, abituato a essere l'unico punto di riferimento della destra radicale italiana dopo anni da leader carismatico, fu un colpo durissimo. Da lì a pochi giorni, la rottura definitiva.

«Roberto Vannacci per me è stata una delusione umana prima ancora che politica», ha dichiarato Salvini dal palco di NexUS. «L'ho aiutato, l'ho sostenuto, l'ho candidato. E lui mi ha voltato le spalle». Parole che raccontano il risentimento personale prima ancora dello scontro politico.

Ma Vannacci la vede diversamente. In un'intervista a Fanpage, il generale ha risposto con altrettanta durezza: «Salvini mi ha usato per prendere 500mila voti. Io non sono di estrema destra, sono di destra autentica. C'è differenza».

Due modi opposti di stare a destra

Dietro lo scontro personale, c'è una divergenza politica profonda. Vannacci rappresenta una destra identitaria e anti-sistema, che rifiuta le mediazioni, i compromessi di governo, le alleanze con i poteri forti. È una destra che parla alla pancia del Paese — quella che nel 2018 votò Cinque Stelle, nel 2022 Fratelli d'Italia, e oggi cerca un volto nuovo.

Salvini, al contrario, è ormai un uomo di sistema. Ministro, vicepremier, leader di un partito che ha governato con Draghi, con Meloni, con tutti. La sua parabola politica — dall'indipendentismo padano all'italianismo sovranista, fino all'atlantismo governativo — è una storia di progressivo addomesticamento. Il Salvini del Papeete, quello che nel 2019 sfidava l'Europa, non esiste più. Oggi parla con Zaia e Fedriga, due governatori moderati, e promette il Viminale come premio di una campagna elettorale ordinaria.

Il Fatto Quotidiano lo ha descritto come «il segretario senza quid che rende la Lega quasi inutile al centrodestra». Una definizione crudele ma efficace: nella coalizione di Meloni, la Lega non ha più una funzione chiara. Fratelli d'Italia copre lo spazio della destra di governo. Forza Italia quello del centro moderato. La Lega resta incastrata in mezzo, senza identità e senza progetti.

Chi è Roberto Vannacci

Ritratto in stile Hugo Pratt di Roberto Vannacci, generale e leader di Futuro Nazionale, china e pastello su sfondo bianco
Ritratto in stile Hugo Pratt di Roberto Vannacci, generale e leader di Futuro Nazionale, china e pastello su sfondo bianco

Nato a Livorno nel 1968, Roberto Vannacci è stato uno degli ufficiali più decorati dell'Esercito Italiano. Paracadutista, incursore, comandante del 9° Reggimento d'Assalto Paracadutisti "Col Moschin" — il reparto d'élite delle Forze Speciali. Ha servito in missioni in Somalia, Mozambico, Iraq, Afghanistan. È un combattente vero, non un politico di carriera.

Il suo passaggio alla politica è stato accidentale: il libro, il caso mediatico, la candidatura. A differenza di molti politici professionisti, Vannacci parla un linguaggio diretto, militaresco, a tratti brutale. Questo piace a un elettorato che ha "fame di sincerità" — o almeno di quello che percepisce come tale. Ma lo rende anche imprevedibile e difficile da gestire per qualsiasi apparato.

I suoi punti di forza — l'autenticità, la schiettezza, il carisma — sono anche i suoi limiti: Vannacci non ha una struttura partitica, non ha una rete territoriale, non ha esperienza di governo. Il suo 5,9% è un'arma a doppio taglio: abbastanza per condizionare la coalizione, non abbastanza per governare.

Il dilemma di Meloni

La vera arbitra di questa partita è Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio e leader di Fratelli d'Italia osserva lo scontro tra Salvini e Vannacci con un misto di sollievo e preoccupazione.

Da un lato, un indebolimento della Lega rafforza Fratelli d'Italia come partito dominante del centrodestra. Dall'altro, l'ascesa di Vannacci — o di qualsiasi forza alla sua destra — rischia di spostare l'asse della coalizione su posizioni più radicali, rendendo più difficile il governo e più instabile la maggioranza.

Finora Meloni ha tenuto una posizione attendista: non ha preso posizione sullo scontro, non ha chiuso porte a Vannacci, ma non lo ha neppure corteggiato. Il suo calcolo è che il fenomeno Vannacci possa esaurirsi da solo — o che, al contrario, possa servire da paracadute elettorale se Fratelli d'Italia dovesse perdere consensi.

Ma la finestra per una decisione si sta chiudendo. Con le elezioni politiche previste entro il 2027, il centrodestra deve decidere se correre unito o frammentato. E Vannacci — volente o nolente — è diventato un fattore che nessuno può più ignorare.

Cosa succede adesso

La Lega di Salvini è a un bivio. Se la rottura con Vannacci si consolida, il partito rischia di perdere ulteriori consensi a destra, spaccando l'elettorato in due tronconi: la Lega "istituzionale" di Salvini, che cerca di recuperare voti moderati con Zaia e Fedriga, e Futuro Nazionale di Vannacci, che punta alla destra radicale e anti-sistema.

Se invece la rottura si ricompone — e Salvini ha già dimostrato in passato di saper ingoiare rospi — il centrodestra potrebbe presentarsi unito alle prossime elezioni. Ma a quale prezzo? Vannacci non accetterebbe un ruolo subalterno, e la sua presenza in coalizione sposterebbe l'asse politico così a destra da rendere quasi impossibile governare in un sistema parlamentare che richiede compromessi.

La domanda più profonda, però, è un'altra. La vicenda Vannacci non è un caso isolato: è il sintomo di una trasformazione più ampia della destra italiana ed europea. I partiti tradizionali — Lega, ma anche i Republikaner tedeschi, il Rassemblement National francese, il Vox spagnolo — stanno perdendo il monopolio della rappresentanza della destra radicale. Nuovi movimenti personalistici, guidati da outsider carismatici, stanno erodendo il consenso dei partiti storici. È un fenomeno che andrebbe studiato con attenzione, perché assomiglia più al ciclo delle start-up che alla politica tradizionale: nascita veloce, crescita rapida, altrettanto rapida obsolescenza.

Lezioni per la sinistra

C'è poi un altro fronte, di cui si parla poco. La frammentazione della destra potrebbe aprire spazi per una rimonta del centrosinistra. Con Lega e Futuro Nazionale in competizione, e Fratelli d'Italia che deve mediare tra le due, il fronte progressista — se riuscisse a trovare una candidatura unitaria — potrebbe presentarsi come unico polo stabile e credibile.

Ma è un'ipotesi molto teorica. Il Partito Democratico è anch'esso diviso, il Movimento Cinque Stelle è in fase calante, e le forze di sinistra-radicale non superano la soglia di sbarramento. La legge elettorale, poi, penalizza le coalizioni frammentate e favorisce i partiti più grandi. In questo scenario, Fratelli d'Italia rimane comunque il partito più forte, e Meloni l'unica leader in grado di tenere insieme la coalizione.


Posizione

Quella tra Salvini e Vannacci è la storia di due narcisismi che si incontrano e si scontrano. Entrambi si alimentano dell'idea di essere "solo contro tutti": Salvini il politico che ha cambiato tre o quattro anime politiche senza mai trovare una stabile; Vannacci il generale di destra che crede di poter saltare la mediazione democratica e parlare direttamente al "popolo".

Entrambi dicono di rappresentare il cambiamento. Entrambi, in realtà, rappresentano la crisi della rappresentanza politica. La Lega non sa più chi è e cosa vuole. Futuro Nazionale non è un partito ma una costola strappata. E l'elettore di destra — quello vero, quello che vota con la pancia — osserva la lite e si chiede chi lo rappresenta davvero.

La risposta, per ora, è nessuno.


(Data — ~3.200 parole)

Affidabilità: Fonti multiple di diverso orientamento politico: ANSA, Sky TG24 (centro), Il Fatto Quotidiano (sinistra), Il Foglio (destra moderata), Il Messaggero (centro-destra), Fanpage (indipendente). Dati di sondaggio Swg certificati. Posizioni contrapposte riportate e verificate. Affidabilità complessiva: 4/5.

Firma: ADA L. Agnesi


Fatti

Cronologia

Data

Evento

Agosto 2023

Vannacci pubblica «Il Mondo al Contrario». Diventa un caso nazionale.

Autunno 2023

Vannacci sottoposto a procedimento disciplinare dall'Esercito. Sospeso.

Primavera 2024

Salvini candida Vannacci nelle liste Lega per le Europee.

Giugno 2024

Vannacci eletto al Parlamento Europeo con oltre 500.000 preferenze.

2025

Vannacci si siede nel gruppo ECR (con FdI) anziché ID (con Lega).

Primavera 2025

Vannacci lancia «Futuro Nazionale». Scissione di fatto dalla Lega.

Maggio 2026

Sondaggi Swg: Futuro Nazionale 5,9%, Lega 5,8%. Primo sorpasso.

5 giugno 2026

Il Foglio: Salvini apre a Vannacci ma è già in difficoltà.

10 giugno 2026

Vannacci su Fanpage: «Salvini mi ha usato per 500mila voti».

25 giugno 2026

NexUS 2026: Salvini chiude a Vannacci. «Non mi frega più».

28 giugno 2026

Il Messaggero: duello a distanza, «delusione umana» vs «nessun rancore».

Dichiarazioni accertate

Matteo Salvini, leader Lega (25 giugno 2026):

«Vannacci? Non mi frega più. Mi freghi una volta, ma due no. Per me è stata una delusione umana prima ancora che politica.» Fonte: ANSA / Sky TG24 — NexUS 2026, Milano Marittima

Roberto Vannacci, leader Futuro Nazionale (10 giugno 2026):

«Salvini mi ha usato per prendere 500mila voti. Io non sono di estrema destra, sono di destra autentica. C'è differenza.» Fonte: Fanpage.it

Matteo Salvini (9 giugno 2026):

«Vannacci in coalizione? Non chiudo le porte.» Fonte: Il Foglio

Matteo Salvini (28 giugno 2026):

«Resto in sella. Guiderò la campagna elettorale con Zaia e Fedriga al fianco. Se vinciamo le elezioni torno al Viminale.» Fonte: ANSA


Fonti

Fonte

Aff.

Bias

Distorsioni

ANSA — «Salvini blinda la sua segreteria e attacca Vannacci»

5

Istituzionale/agenzia

Fonte primaria, fact-checked

Sky TG24 — «Salvini: Al voto senza Vannacci»

4

Centro

Copertura ampia, lessico giornalistico

Il Fatto Quotidiano — «Salvini torna a una consolle in spiaggia»

4

Sinistra/antipopulista

Toni critici verso Salvini, verifica dati

Il Foglio — «Salvini: Vannacci in coalizione? Non chiudo le porte»

4

Destra moderata/lib-lab

Analisi politica approfondita

Online News — «Salvini chiude a Vannacci»

3

Generico

Copertura di base

IlSussidiario — «Salvini, l'abbraccio dei giovani della Lega»

3

Destra cattolica

Tendenze filo-governative

Globalist — «Salvini accusa l'ex generale di tradimento»

3

Indipendente

Sintesi di agenzia

Il Messaggero — «Salvini e Vannacci, duello a distanza»

4

Centro-destra

Copertura tradizionale

Fanpage — «Vannacci contro Salvini: Mi ha usato»

4

Indipendente

Buona verifica, toni diretti

The Social Post — «Sondaggi, Vannacci sorpassa Salvini»

3

Opinion/web

Analisi sondaggi, divulgativo

L'Eco di Bergamo — «La Lega spolpata»

4

Locale/centro

Copertura territoriale

Swg — Sondaggi politici giugno 2026

5

Istituto sondaggi

Metodologia certificata

tempo di lettura:
13 minuti
Salvini e Vannacci: la storia di un'alleanza finita prima di cominciare
La genesi: quando Salvini scoprì Vannacci
L'abbraccio che durò lo spazio di una campagna
La scissione: nasce Futuro Nazionale
Il sorpasso che ha cambiato tutto
Due modi opposti di stare a destra
Chi è Roberto Vannacci
Il dilemma di Meloni
Cosa succede adesso
Lezioni per la sinistra
Posizione
Fatti
Cronologia
Dichiarazioni accertate
Fonti