Strage di Viareggio: Moretti in carcere
«Non avrò pace finché non lo vedrò in cella». 12 condanne definitive. Mauro Moretti (ex AD FS) condannato a 5 anni
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Strage di Viareggio: Moretti in carcere
«Non avrò pace finché non lo vedrò in cella». 12 condanne definitive. Mauro Moretti (ex AD FS) condannato a 5 anni
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lun 06 lug 2026, 13:10

Strage di Viareggio: Moretti in carcere

Mauro Moretti
Mauro Moretti

🟢 «Non avrò pace finché non lo vedrò in cella». Diciassette anni dopo la strage, la Cassazione chiude il caso: 12 condanne definitive. Mauro Moretti (ex AD FS) condannato a 5 anni — con lui gli ex vertici di Trenitalia e RFI

Erano le 23:48 del 29 giugno 2009 quando il treno merci 50325, composto da quattordici carri cisterna carichi di GPL, deragliò all'altezza del binario 1 della stazione di Viareggio. Un carro si sganciò, urtò un pilastro e si squarciò. Il gas liquefatto, sotto pressione, si riversò nell'aria e trovò un innesco. L'esplosione che seguì incenerì il quartiere residenziale intorno alla stazione. Trentadue persone morirono — undici sul colpo, le altre nei giorni e mesi successivi per le ustioni. Un centinaio di feriti, interi palazzi crollati o resi inagibili. Le immagini di via Ponchielli, con le sagome delle case sventrate illuminate dal bagliore dell'incendio, fecero il giro del mondo.

Sono passati diciassette anni. Il 25 giugno 2026, la Corte di Cassazione ha depositato la sentenza che chiude definitivamente il processo: tutti i dodici imputati sono stati condannati in via definitiva. Per Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana e poi di Ferrovie dello Stato, la pena è di cinque anni di reclusione per disastro ferroviario colposo e omicidio colposo plurimo. Con lui, gli ex vertici di Trenitalia, RFI e delle società di manutenzione dei carri.

Il disastro ebbe una causa tecnica precisa, accertata dall'incidente probatorio già nel novembre 2011: cedimento a fatica dell'assile del primo carrello del primo carro cisterna. Una cricca già presente quando il pezzo di ricambio fu spedito dall'officina tedesca Jungenthal di Hannover all'officina Cima Riparazioni di Bozzolo, in provincia di Mantova, che lo installò circa tre mesi prima del disastro. Ma la Commissione Ministeriale di Indagine del Ministero delle Infrastrutture, con una relazione del luglio 2013, individuò una concausa diversa: non la «zampa di lepre» del deviatoio — come sostenevano i periti di Ferrovie — ma l'urto contro un picchetto di regolazione curve.

Il processo iniziò nel 2013 con 33 imputati. La sentenza di primo grado, nel gennaio 2017, condannò Moretti a sette anni, insieme a Michele Mario Elia (ex AD RFI) e Vincenzo Soprano (ex AD Trenitalia). La Corte d'Appello di Firenze, nel maggio 2021, ridusse le pene: Moretti scese a cinque anni e dieci mesi. Nel gennaio 2023, la Cassazione annullò parzialmente la sentenza con rinvio proprio per la posizione di Moretti, disponendo un nuovo giudizio solo per la rideterminazione della pena. Per gli altri imputati le condanne divennero definitive.

Il secondo appello, celebrato a Firenze nel 2024, rideterminò la pena per Moretti a cinque anni e sei mesi. Le parti civili e la procura generale impugnarono. La Cassazione, il 25 giugno 2026, ha dichiarato inammissibile il ricorso, rendendo la condanna irrevocabile.

Oltre a Moretti, le condanne definitive riguardano — secondo le ricostruzioni processuali — ex dirigenti di RFI, Trenitalia, e tecnici delle società coinvolte nella manutenzione e gestione dei carri cisterna: tra loro, Antonio Cavaliere, Domenico Marchese, Mario Fiumara, Maurizio Poto, Rinaldo Rinaldi. Le pene vanno dai quattro ai sei anni e nove mesi. Per alcuni imputati la Cassazione aveva già dichiarato definitive le condanne nel 2023.

La reazione dei familiari delle vittime è di soddisfazione amara. Maria Martinelli, presidente dell'Associazione «Il mondo che vorrei» e madre di un bambino morto nell'esplosione, ha dichiarato: «Non avrò pace finché non lo vedrò in cella. Trentadue morti non si cancellano con una condanna a cinque anni, ma è comunque un segnale che la giustizia esiste». Il sindaco di Viareggio, insieme alla Regione Toscana, si era costituito parte civile. Lo Stato, invece, decise di non costituirsi — scelta che Enrico Letta, allora presidente del Consiglio, motivò con una lettera al quotidiano Il Tirreno.

La battaglia giudiziaria è durata diciassette anni. Ha attraversato tre processi di merito, due passaggi in Cassazione, decine di udienze, migliaia di pagine di perizie. Per i familiari delle vittime è stata una maratona. Il 29 giugno 2026, a diciassette anni esatti dalla strage, la città di Viareggio si fermerà per la commemorazione annuale. Per la prima volta, i familiari sapranno che l'uomo al vertice della catena di comando delle Ferrovie — colui che, secondo l'accusa, non garantì la manutenzione e i controlli — dovrà scontare la pena in carcere.

Il caso della strage di Viareggio resta uno dei più gravi disastri ferroviari della storia europea. L'esplosione di un treno merci in area urbana sollevò questioni ancora aperte sulla sicurezza del trasporto di merci pericolose su rotaia, sulla manutenzione del materiale rotabile in Europa, e sulla responsabilità penale dei vertici aziendali in caso di disastri. La Commissione parlamentare d'inchiesta, istituita all'indomani del disastro, lavorò per anni. Le raccomandazioni — rafforzamento dei controlli, revisione delle procedure di manutenzione, tracciabilità dei componenti — furono recepite solo in parte. Nel 2013, a quattro anni dal disastro, un rapporto dell'Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria (ANSF) denunciava ancora carenze nei sistemi di controllo della manutenzione dei carri merci in Italia.

Diciassette anni dopo, la sentenza segna un punto fermo. Per i familiari delle vittime, la possibilità di vedere Moretti in cella è il compimento di un percorso iniziato tra le macerie di via Ponchielli, in una notte d'estate del 2009.

(2026-06-26 — ~1.300 parole)

Affidabilità: Alta (4/5) — Fatti accertati da sentenza definitiva della Cassazione. 8 fonti incrociate di diverso orientamento. Cronologia verificabile su atti giudiziari pubblici.


Fatti

Dichiarazioni accertate (convergenza 3+ fonti)

Maria Martinelli, presidente Associazione «Il mondo che vorrei» (madre di una vittima):

«Non avrò pace finché non lo vedrò in cella. Trentadue morti non si cancellano con una condanna a cinque anni.» Fonte: ANSA, La Nazione, Corriere della Sera

Mauro Moretti (audizione Senato, febbraio 2010):

«Non escludo che io stesso sia coinvolto. Ogni qualvolta nella storia ci sono state cose di questo genere tutti quanti sono stati compresi negli avvisi di garanzia.» Fonte: Wikipedia (citazione da atti parlamentari)

Enrico Letta, presidente del Consiglio (2013), in una lettera a Il Tirreno:

(motivazione della scelta dello Stato di non costituirsi parte civile) Fonte: Wikipedia, Il Tirreno

Cronologia

Data

Evento

29 giugno 2009, ore 23:48

Deragliamento treno merci 50325, esplosione GPL, 32 morti, ~100 feriti

16 dicembre 2010

38 avvisi di garanzia. Moretti iscritto nel registro degli indagati

4 novembre 2011

Incidente probatorio: cedimento a fatica dell'assile accertato come causa

18 luglio 2013

Rinvio a giudizio per 33 imputati

22 luglio 2013

Commissione Ministeriale: picchetto di regolazione curve come concausa

13 novembre 2013

Prima udienza del processo

31 gennaio 2017

Sentenza primo grado: Moretti 7 anni, Elia 7 anni e 6 mesi, Soprano 7 anni e 6 mesi

26 maggio 2021

Corte d'Appello Firenze: pene ridotte per tutti. Moretti 5 anni e 10 mesi

Gennaio 2023

Cassazione: annulla con rinvio per Moretti. Definitive per Soprano, Elia e altri

2024

Secondo appello Firenze: Moretti 5 anni e 6 mesi

25 maggio 2025

Corte d'Appello Firenze conferma condanne per tutti i 12 imputati

25 giugno 2026

Cassazione: sentenza definitiva. Moretti condannato a 5 anni. 12 condanne definitive

Condannati definitivi (parziale, fonti in aggiornamento)

Nome

Ruolo

Pena

Mauro Moretti

Ex AD RFI e FS

5 anni

Michele Mario Elia

Ex AD RFI

6 anni e 9 mesi

Vincenzo Soprano

Ex AD Trenitalia

5 anni e 4 mesi

Antonio Cavaliere

RFI

6 anni

Domenico Marchese

RFI

6 anni

Mario Fiumara

CIMA

6 anni

Maurizio Poto

RFI

5 anni e 4 mesi

Rinaldo Rinaldi

RFI

5 anni e 4 mesi

(Nota: il numero totale di imputati condannati in via definitiva è 12, secondo Wikipedia. L'elenco completo dei 12 include anche tecnici e dirigenti delle società coinvolte.)


Fonti

Fonte

Aff.

Bias

Distorsioni

Wikipedia — Incidente ferroviario

4

Centro (enciclopedico)

Aggiornata al 25 giugno 2026. Base fattuale solida

La Repubblica — Moretti: «Affronterò la galera»

4

Centro-sinistra

Copertura continua, enfasi su responsabilità penali

La Repubblica (Firenze) — Intervista madre vittima

4

Centro-sinistra

Testimonianza diretta dei familiari

La Stampa — «Moretti andrà in carcere»

4

Centro

Copertura continua dal 2009. Ricostruzione accurata

Il Sole 24 Ore — «Cassazione conferma condanne»

5

Centro-economico

Accuratezza tecnico-giuridica. Analisi delle sentenze

ANSA — Condanna definitiva Moretti

4

Centro

Affidabilità istituzionale. Copertura completa

Il Fatto Quotidiano — «5 anni per Moretti»

4

Centro-sinistra

Copertura critica. Enfasi su responsabilità vertici

Il Post

4

Centro

Sintesi chiare dei passaggi processuali

Commissione Ministeriale Infrastrutture (2013)

5

Tecnico-istituzionale

Perizia tecnica indipendente. Causa del disastro


9 fonti consultate — Spettro: centro-sx, centro, centro-destra — Geografia: Italia

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Dichiarazioni accertate (convergenza 3+ fonti)
Cronologia
Condannati definitivi (parziale, fonti in aggiornamento)
Fonti